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‘Poesie’ Category

  1. I malefici lacci della schiavitù

    maggio 17, 2012 by Carmela

    Ascoltate la mia voce ed io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo; camminate in tutte le vie che vi ho comandato, affinchè siate felici.
    (Geremia 7:23)

    Poesia

    Un cielo di nubi oscurato,
    una giovane intrappolata in una rete,
    un genitore col cuore che langue,
    perché libertà per lei non vede.

    Un tunnel oscuro che sembra infinito,
    un cadere e rialzarsi in una lotta serrata,
    uno spiraglio di luce dal tunnel si vede,
    è la luce di Dio che l’ha sempre amata.

    Oh Dio, oh Dio, solo tu puoi salvarmi,
    il nemico, i suoi piedi in noi ha piantato
    ma Gesù è venuto e la vita ha offerto,
    per chiunque vuol esser da Lui salvato.

    Carmela Ligorio

    Foto (c) 123RF Stock Photos


  2. Felici i mansueti

    aprile 28, 2010 by Carmela

    La mansuetudine reca felicità allo spirito

     Felici i  mansueti, perché essi erediteranno la terra.

    Matteo 5: 5

     

    In questo mondo dove viviamo, per farsi strada spesso ci si muove a forza di spintoni, un pugno a destra un pugno a sinistra per farsi strada nella folla, ci si affida a persone potenti, o meglio dire prepotenti, che in cambio di qualcosa di illecito ti fanno scavalcare gli altri per raggiungere l’obiettivo desiderato. quando l’obiettivo è stato raggiunto l’uomo crede di essere il padrone della terra.

    Gesù Cristo invece ci dice: <<felici i mansueti, perché erediteranno la terra>> alcuni pensano che Gesù doveva avere le idee molto confuse se pensava che la terra si eredita con la mansuetudine. In realtà ad avere le idee molto confuse è l’umanità che spesso si fa abbagliare dalla falsa luce di questo mondo.

    Il male è molto astuto e ci propina il ferro vecchio facendolo sembrare oro mentre ci fa buttare via il vero oro facendolo sembrare ferro vecchio.

    Ricordo una grande stella del cinema, essa era divenuta molto famosa, aveva su di se l’attenzione del mondo intero, aveva soldi a volontà, un pubblico che l’adorava, sembrava avesse ereditato la terra. In un’intervista lei aveva confessato che per divenire così famosa aveva dovuto cedere alle brame di molti uomini potenti che poi l’avevano lanciata nel mondo del cinema, ma ora che finalmente aveva raggiunto il suo obiettivo, cioè la fama, si rendeva conto di essere estremamente infelice e confessava di sentirsi arida, vuota, senza nessun valore, e fu proprio quella sua infelicità che anni dopo la portò al suicidio.

    La fama, il prestigio, l’adorazione del pubblico, il divertimento, i gioielli, il sesso, l’alcol, la droga; avevano forse dato la felicità a quella donna? Niente affatto, anzi  gli avevano dato la morte.

     Soltanto Gesù  Cristo può darci  la vera felicità e la risurrezione per ereditare la terra promessa, perché Egli ha dato  la Sua vita per portarci in un mondo dove non potremo più essere abbagliati dalla falsa luce di questo mondo contaminato dal male che ci confonde le idee, ci fa fare delle scelte sbagliate e poi ci fa pagare  con la sofferenza e la morte eterna. 

    Soltanto Gesù Cristo può indicarci la via per salire verso quella felicità istruendoci con i Suoi consigli benefici che rendono felicità al nostro spirito.


  3. L’opera di Dio

    aprile 24, 2010 by Carmela

    L’opera di Dio

    Fermati un momento,

    contempla il creato,

    ti accorgerai   che è una gran meraviglia,

    sconvolge la mente di tanti scienziati

    che il paragone non rassomiglia.

    Guardando un fiore,

    guardando il mare,

    guardando il cielo e l’arcobaleno,

    ti accorgerai che tutto questo

    è stato creato da una mente suprema.

    Un bimbo che gioca e fa tenerezza,

    un uccello che vola così alto nel cielo,

    un cigno nell’acqua con tanta dolcezza,

    una pecorella col suo lungo pelo.

    Tanta bontà Iddio ha creato,

    ha creato anche l ’uomo che è una gran meraviglia,

    ma l’ha creato con libertà

    di esser errante o di esser suo figlio.

    Ad esser  Suoi figli a noi conviene,

    perciò solo Lui   vogliamo adorare,

    essendo Lui una mente suprema

    le Sue meraviglie ci farà ammirare.

    Le gran meraviglie che Egli ha creato

    per tutti noi che gli siamo fedeli,

    per tutti noi che ha  tanto amato

    e ci porterà  riscattati in cielo.


  4. L’odio logora lo spirito

    febbraio 19, 2010 by Carmela

    CHI ODIA VIENE LOGORATO DALL’ODIO

     

     

    Amate i vostri nemici, benedite coloro che   vi  maledicono, fate del  bene a coloro che vi odiano e pregate   per coloro  che vi perseguitano e vi maltrattano. Affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli.(Matteo 5 : 44)

    Una mia conoscente mi disse una volta:<<Sto soffrendo le pene dell’inferno, l’odio mi sta divorando>>

    Per troppo tempo lei aveva coltivato l’odio nel suo cuore verso una persona della sua famiglia e adesso si sentiva schiava di quell’odio che la stava divorando, lei era dilaniata da quel sentimento malefico, era in depressione, il suo terapista gli aveva detto che si doveva liberare da tutta quella rabbia e odio che aveva dentro di se,  se voleva uscire fuori dalla depressione.

    Nel capitolo cinque dell’evangelo di Matteo, Gesù Cristo, nel Suo famoso sermone sul monte insegna all’umanità un modo di essere che messo in pratica produce all’uomo tanto benessere e tanta felicità. Infatti, Gesù Cristo usa la parola beato che significa (pienamente felice) Egli comincia dicendo: Felici i poveri di spirito. Felici quelli che fanno cordoglio. Felici i mansueti. Felici gli affamati di giustizia. Felici i misericordiosi, eccetera, così va avanti insegnando questo modo di essere che produce felicità e benessere allo spirito dell’uomo.

    Nel seguito di tutto il capitolo cinque, Gesù Cristo, continuando ad insegnare questo benefico modo di essere  va avanti dicendo: Se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l’altra, se qualcuno vuol toglierti la tunica, lasciagli anche il mantello, se uno ti costringe a fare un miglio, fanne con lui due, ama i tuoi nemici e benedici coloro che ti maledicono, fai del  bene a coloro che ti odiano, eccetera. 

    Spesso noi esseri umani ci soffermiamo a riflettere su queste cose e ci chiediamo:  Se questo modo di essere ci produce felicità, come mai ci risulta difficile metterlo in pratica? Come mai, al primo impatto abbiamo delle difficoltà ad amare e fare del bene ad una persona  che ci odia tanto?  o che ci ha fatto tanto male? o che ci perseguita? o che cerca di toglierci qualcosa? Come mai ci sembra così disgustoso amare coloro che ci odiano?.

    Ricordo il giorno che andai dal dottore, perché avevo dei dolori al mio stomaco; Il dottore mi diede delle medicine che avrebbero curato la mia ulcera e messo a posto il mio stomaco. Il primo giorno che presi quelle medicine mi accorsi che avevano un sapore talmente  disgustoso che  fui tentata a non prenderli  più, ma poi, siccome  mi stava a cuore il benessere del mio stomaco continuai a prenderli, così dopo aver finito la cura il mio stomaco stava finalmente bene e non mi dava più dolori:  Questo è ciò che succede a tutto il nostro essere, siccome inizialmente l’uomo nel suo libero arbitrio  scelse  di conoscere anche il male, il male  ha guastato ciò che Dio aveva creato perfetto e ben funzionante, per questo motivo soffriamo le nostre disfunzioni e  abbiamo bisogno di riaggiustare e portare in equilibrio ciò che è stato guastato. Noi dobbiamo ringraziare Gesù Cristo che ha sconfitto il male ed ha offerto la Sua vita perfetta per portarci di nuovo nella perfezione eterna e  dobbiamo ringraziarlo anche che ha dato dei talenti diversi a noi esseri umani per individuare tanti mali che ci affliggono ed oltre a questo ci istruisce  con  quelle regole di giusto funzionamento per darci anche l’opportunità di cominciare a riaggiustare noi stessi intanto che siamo ancora su questa terra contaminata dal male in modo da poter salire  verso quella perfezione e quell’equilibrio eterno preparato per noi da Gesù Cristo.

    Purtroppo, spesso l’uomo da retta al proprio orgoglio che non si vuol sottomettere al Creatore che salva ed istruisce, cosi spesso egli fa di testa sua tirando fuori i sentimenti del proprio orgoglio  che sono diversi dai sentimenti benefici che Gesù Cristo ci insegna, così l’uomo sospinto dal proprio orgoglio contaminato dal male non funziona più in coerenza alla sua struttura benefica  di fondo e alla verità prestabilita da Dio e tira fuori i sentimenti negativi dell’odio, di conseguenza poi sta male e soffre la sua stessa disfunzione e quell’odio comincia a logorarlo e divorarlo.

    Quando invece noi mettiamo da parte il nostro orgoglio per seguire i consigli di Gesù Cristo, anche se apparentemente può sembrare che stiamo male, perché quel modo di essere e quei consigli di Cristo  risultano  disgustosi al nostro orgoglio, poi quando abbiamo finito la cura e quel giusto  modo di essere è divenuto parte integrante di noi, allora cominciamo a beneficiare di quel giusto funzionamento che produce felicità a tutto il nostro essere.  Perciò andiamo avanti cercando di riequilibrare noi stessi crescendo verso la statura di Gesù Cristo.

    Quel leggero dolore o disagio che noi sentiamo quando dobbiamo mettere da parte il nostro orgoglio per seguire i consigli di Cristo non è altro che il dolore della crescita . Se  il nostro orgoglio non è disposto ad attraversare quel piccolo disagio della sottomissione a Gesù Cristo e ai Suoi giusti consigli noi non cresceremo mai e non avremo l’opportunità di essere veramente felici. Quei piccoli disagi della crescita non hanno niente a che vedere con l,orribile sofferenza della nostra disfunzione e della sofferenza spirituale prodotta dal male.

    Quei piccoli disagi che sentiamo quando dobbiamo mettere da parte il nostro orgoglio per accettare Gesù Cristo come nostro Salvatore e come guida della nostra vita ci porteranno alla piena e globale felicità eterna che Cristo ha preparato per noi e ci porteranno ad essere molto più felici anche su questa terra, perché saremo più equilibrati e  più sani.

    Ritornando alla mia conoscente che si sentiva divorata dall’odio, lei riacquistò la sua serenità nel momento stesso che chiese perdono a Dio e alla sua parente e si liberò di quell’odio che aveva dentro e che la logorava.

    Felice l’uomo che confida nell’Eterno e la cui fiducia è nell’Eterno. Egli sarà come un albero piantato presso l’acqua che distende le sue radici lungo il fiume. Non si accorgerà quando viene il caldo e le sue foglie rimarranno verdi; nell’anno della siccità non avrà nessuna preoccupazione e non cesserà di portare frutto.

    (Geremia 17: 7)

    A volte l’uomo si chiede:  Perché Gesù Cristo ci dice di porgere l’altra guancia,  di cedere anche il mantello, di fare del bene a chi ci fa del male, di amare  chi ci odia, eccetera. Egli vuole forse che noi diventiamo come tappetini dove tutti si puliscono i piedi a loro piacimento? Cosa sta cercando di fare con noi?  Sta forse cercando di farci pestare da tutte le parti? Spesso ci chiediamo: Ma Dio da che parte sta?,  dalla parte dei buoni o dalla parte dei cattivi?  In realtà Dio sta sempre dalla parte del bene, perché Egli è il bene, comunque Egli vuol redimere tutti quanti, poiché tutti siamo stati contaminati dal male, ahimè!, in proporzioni diverse la cattiveria ha inquinato tutti,  per cui Egli sta cercando di redimere tutti quanti e a tutti quanti sta dando l’opportunità di usufruire della grazia di Cristo e di aggiustarsi personalmente in coerenza a quelle regole giuste che producono beneficio, dandoci la cura giusta. Perciò tutto resta nelle nostre stesse mani e noi possiamo scegliere; Se accettare la grazia di Gesù Cristo e cooperare con Lui per la nostra guarigione, santificazione, e felicità, oppure dare retta al nostro orgoglio e cooperare col male che comincia col dare dei contentini al nostro orgoglio per illuderci, ma poi ci fa pagare in sofferenza e ci porta  all’ autodistruzione e alla distruzione reciproca.

    Questa tecnica di comportamento che Gesù Cristo ci insegna serve a spezzare la catena della cattiveria e dell’aggressività altrui. Infatti, quando rispondiamo ad un’azione negativa con una reazione positiva spezziamo la catena della cattiveria e non veniamo coinvolti in essa, ne’ veniamo coinvolti nella sofferenza dei conflitti. Certo ci possono essere dei rari casi dove la cattiveria altrui può essere così grave che non si fermerà davanti alla nostra non violenza, ma anche in questi rari casi il nostro spirito sarà felice, perché stiamo funzionando in coerenza a come siamo stati progettati e in coerenza alla giustizia di Dio, perciò ci sentiremo in pace con noi stessi, con gli altri e col nostro Creatore e da lui attingeremo forza e felicità per andare avanti, ed oltre a questo abbiamo la Sua promessa che non permetterà al male di tentarci al di sopra delle nostre forze. Certo, Gesù Cristo aveva previsto anche questi rari casi ed è per questo che Egli ci dice: Felici coloro che sono perseguitati a causa della giustizia, perché di loro è il regno dei cieli. Felici sarete voi, quando vi insulteranno  e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male  per causa mia. Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli.  (Matteo 5:10)

    In 64 anni della mia vita ho potuto constatare che: quando ho risposto con una reazione positiva ad una azione negativa altrui, la catena negativa si è sempre spezzata portandomi beneficio e  pace spirituale, così ho potuto sperimentare nella mia vita, giorno dopo giorno, che tutto ciò che Gesù Cristo ha detto e in cui ho creduto corrisponde a verità.

    SIAMO    PELLEGRINI

     Siamo  pellegrini in un mondo inquinato, dove il male tutto ha guastato, ha guastato anche l’uomo che era perfetto, ed è per questo che ognuno è in  difetto.

    L’ errore inquina con  grande potenza e poi chiede    il conto in sofferenza, ma il buon Dio che tutti ha amato il Suo figliolo ci ha mandato.

    La morte ed il male son da Lui distrutti ed Egli largisce grazia e vita eterna per tutti.

     Carmela Ligorio


  5. La mano potente di Dio

    febbraio 17, 2010 by Carmela

    Riflettendo sull’onnipotenza di Dio e sul perfetto piano di salvezza che Egli ha preparato per liberare  l’umanità dalla schiavitù del male e dalla morte eterna, ho scritto questi pochi versi per condividerli con voi e per ringraziare il nostro Creatore.

     LA MANO DI DIO

    Una mano potente è tesa nel vuoto bramando che qualcuno si aggrappi a Sé, siamo tutti presi nel grande uragano, ma pochi si accorgon che Essa c’è, eppure è una mano che può fare ogni cosa, salvare, protegger, dar vita e mercé, ma l’uomo testardo preferisce morire per l’orgoglio di fare tutto da se.

    La mano potente ci segue d’ovunque sperando che qualcuno si accorga di lei, Essa ci segue fino alla morte sperando di salvare ogni uomo che c’è.

    Ecco, finalmente qualcuno ha deciso, a quella mano mi aggrapperò, perché di soffrire tra tanto peccato il mio povero cuor più non può.

    Appena il tocco di quella mano mi sfiora per attirarmi verso di se, una pace profonda mi scende nel cuore, una pace Divina che nel mondo non c’è, Essa sa dare delle dolce carezze, sfiorandoti il capo ti senti gioir, non c’è altra mano all’infuori di Essa che in tanti modi ti sa benedir.

    Molte persone si aggrappano ad Essa, ma sempre pochi nel mondo inter, tanti sprofondano nel grande abisso senza quella mano cercar, senza goder le Sue dolce carezze,  senza il dolore farsi lenir, essi col cuore pien di dolore senza quella mano vanno a morir.

    Povera gente,  facciamo qualcosa affinché  essi possan capir, capir che nel mondo salvezza non c’è senza quella mano d’amor.

    Quella mano potente per chi non lo sa, Essa appartiene al Signor, quel Signore che un giorno nel tempo che fu andò sulla croce a morir, a morir per il mondo che ha tanto errato, perché i Suoi consigli non vuole  sentir, quella mano potente tesa nel vuoto continua ad aspettar pur per te.


  6. Esperienze dolorose

    febbraio 15, 2010 by Carmela

    Voglio raccontarvi due delle esperienze più dolorose della mia vita.

    Avevo solo 24 anni quando la mia unica sorella, Maria, di solo 28 anni morì per una emorragia interna causata da una gravidanza extrauterina, tutto accadde velocemente, la sera prima stavamo passeggiando insieme ad alcuni amici di famiglia venuti a farci visita, lei in quel periodo era particolarmente bella, era molto felice  insieme a suo marito,  al suo primogenito Gianfranco, e a tutti noi.

    Ricordo che mio nipote accarezzava la pancia della sua mamma e chiedeva se sarebbe arrivato un fratellino oppure una sorellina, lei rispondeva che, maschietto o femminuccia, avrebbe comunque portato tanta felicità nella loro vita, intanto Gianfranco euforico continuava a baciargli la pancia che cominciava a crescere.

    La sera sul tardi, dopo aver accompagnato i nostri amici al porto di Brindisi, ci salutammo e mia sorella con la sua famiglia ritornarono alla loro casa.

    Il giorno dopo… la tragica notizia della sua morte.

     Elaborare un lutto è una cosa molto difficile, specialmente quando si è molto giovani e molto legati alla persona che viene a mancare.

    Dove possiamo trovare la forza, il sostegno, la serenità e la volontà di continuare ad andare avanti?

     Un lutto ci toglie la forza di continuare a vivere, ed è anche normale che la morte spaventi così tanto, essa è il capolavoro del diavolo, è molto dolorosa ed è per questo che fa tanta paura.

    Spesso, di fronte alla morte di un proprio caro avevo visto gente diventare aggressiva, sputare in cielo ed imprecare contro Dio dandogli la colpa, altra gente cadere in depressione, altra gente ancora perdere la voglia di vivere lasciandosi andare fino a morirne.

    Altrettanto spesso però avevo visto  tanta altra gente guardare la morte in faccia senza paura, piangere di dolore sì, ma spiritualmente serena, che ricordava i propri cari con tanto amore e con tanta luce negli occhi ringraziando Dio di aver dato loro conforto, pace, serenità, e di avere i propri cari nella gloria del cielo.

     Adesso mi trovavo io in quella situazione; Avevo subìto la  perdita di mia sorella ed io mi chiedevo: Perché?.. Perché?.. Perché c’è la morte? Perché c’è la sofferenza?

    Quella fu la prima volta che mi resi conto di quanto la morte sia brutta e di quanta sofferenza causi all’umanità, ma devo dire che fu anche la prima volta che sentii Dio talmente vicino che mi bastava andare col pensiero a Lui per sentire che il suo Spirito alleggiava dappertutto, ci sosteneva e ci confortava dandoci forza e coraggio.

     Un’altra esperienza molto dolorosa la ebbi tanti anni dopo, quando  mio figlio Francesco ebbe un grave incidente automobilistico. Lui era in coma con la prognosi riservata, i dottori disperavano di poterlo salvare. Noi genitori potevamo vederlo solo cinque minuti al giorno attraverso il vetro della sala rianimazione. Quell’attesa era straziante, nel reparto rianimazione quasi ogni giorno c’era qualcuno che moriva, la maggior parte erano giovani vittime di incidenti. Ogni volta che i dottori uscivano fuori da quel reparto il cuore di noi parenti in sala d’attesa balzava in gola per paura di una cattiva notizia. In quel lungo periodo sperimentai la sofferenza così da vicino e vidi le conseguenze devastanti che essa produce, ma anche li,  bastava andare col pensiero a Dio e sentivo che mi stringeva la mano, ed il Suo grande amore lubrificava tutto il mio essere,  ed io sapevo che Colui che ha vinto la morte era li a vegliare su mio figlio e mi dava conforto. Grazie a Dio, Egli volle concedere la vita a  Francesco, che dopo molti mesi di sofferenza si riprese. Credo che per un genitore non ci sia sofferenza peggiore che  quella di vedere i propri figli soffrire.

     Ci sono stati tanti altri dolori e tanti altri lutti nella mia vita, come  la perdita dei miei genitori e di tanti altri cari.  Il male ci scuote e ci arriva addosso come un tornado cercando di sradicarci, e se non siamo ben ancorati a Colui che è al di sopra del male e della morte  le nostre radici vengono messi a dura prova.

    Dal giorno in cui l’uomo ha scelto di voler conoscere il bene ed il male queste due influenze scendono sull’umanità; Il male per darci sofferenza logorio e morte, il Bene per darci beneficio gioia e vita.

    La grande benedizione di noi cristiani è che conoscendo Gesù Cristo e avendo fede in Lui sappiamo che Egli ha sconfitto il male, ha sconfitto la morte e ha guadagnato la risurrezione per portare l’umanità nella vita eterna insieme a Lui dove il male e la morte non ci sanno più.

    Noi cristiani siamo grandemente benedetti perché sappiamo che è tutto sotto il controllo di Dio, ed Egli porterà tutto in vantaggio di chiunque ha fede in Lui ed accetta il suo dono, perciò possiamo andare avanti tranquilli, beneficiando delle tante benedizioni che Dio ci da su questa terra, ed anche quando il male decide di provarci mandandoci addosso delle sofferenze tra capo e collo per metterci a dura prova; col sostegno di Dio che ci regge e fedeli ha Lui, possiamo guardare in faccia la sofferenza e la morte e dire: O morte noi crediamo nella vita: << O morte, dov’è il tuo dardo?  O inferno dov’è la tua vittoria?  Ora il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge. Ma ringraziato sia Dio che ci da la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo>>. (1 Corinzi 15: 55)

    Noi crediamo nella vita, quella vita perfetta che Gesù Cristo ha guadagnato per noi dove il male e la morte non ci saranno più a disturbarci e farci soffrire, dove noi andremo dopo la risurrezione.

    Sia gloria a Gesù Cristo che ci ha procurato la vittoria.

    Quando questo corpo corruttibile avrà rivestito l’incorruttibilità e questo mortale avrà rivestito l’immortalità, allora sarà adempiuta la parola  che fu scritta: <<la morte è stata inghiottita dalla vittoria>> 1corinzi 15:54,55)

    Siamo pellegrini

    Siamo pellegrini in un mondo inquinato, dove il male tutto ha guastato, ha guastato anche l’uomo che era perfetto, ed è per questo che ognuno è in difetto.

    L’errore inquina con grande potenza, e poi chiede il conto in sofferenza, ma il buon Dio che tutti ha amato il suo figliolo ci ha mandato,

    il male e la morte son da Lui distrutti, ed Egli largisce grazia e vita per tutti. 

    Carmela Ligorio


  7. Una croce sul monte

    febbraio 14, 2010 by Carmela

    E Gesù diceva: <<Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno>> (Luca  23: 34)

     

    Il male ci ha danneggiati più di quello che pensiamo.

    Avete mai ricevuto offese, torti, ingiurie, maltrattamenti, o altre cose del genere?  Credo proprio di si, infatti in questo mondo imperfetto tutti quanti, in proporzioni diverse, subiamo dei torti.  E se siamo onesti dobbiamo dire che qualche volta, consciamente o inconsciamente, li  facciamo anche.

    Quando ciò accade ci sentiamo in conflitto, arrabbiati, tanti pensieri e sentimenti negativi cercano di prender piede nei nostri cuori, di conseguenza, se noi li facciamo entrare saranno proprio quei sentimenti negativi a logorare il nostro spirito rendendolo malaticcio, sofferente e schiavo.

    Perciò quando mi sento ferita, umiliata, e qualche pensiero negativo  attraversa la mia mente, allora so che l’unica cosa da fare, prima che il male possa generare in me  sentimenti negativi, è quella di andare con la mente  a Gesù Cristo sulla croce che diceva: <<Padre perdona loro, perché non sanno quel che fanno>> e cercare di imparare da Lui chiedendogli anche la forza di cacciare via i pensieri deleteri del rancore.

    Vi garantisco che se abbiamo fede  funziona sempre, ed Egli reca una gran pace e serenità allo spirito. Io credo nella forza della preghiera, non solo, perché Gesù Cristo ha detto di pregare e chiedere la sua forza, ma anche perché ho sperimentato il suo immenso beneficio.

    Gesù Cristo oltre ad offrire la sua vita  come riscatto per portarci in un mondo perfetto, ci ha lasciato anche l’esempio del giusto comportamento, affinché impariamo a rigettare qualsiasi pensiero e sentimento negativo che vuole opprimerci e tenere in schiavitù il nostro spirito dilaniandoci.

    Con questi pensieri nella mente ho voluto scrivere questi pochi versi per rendere omaggio al nostro Salvatore, che oltre ad aver dato la sua vita per liberarci dalla morte eterna e portarci in un mondo perfetto, sta cercando anche di insegnarci, col suo esempio, come liberarci già da ora, dai danni e dalla schiavitù che i sentimenti negativi  producono a tutto il nostro essere.

     

    UNA  CROCE  SUL  MONTE

     

    Una croce sta li su quel monte lontano, delle donne che piangono in un grande lamento.

    Un uomo  che muore perché è stato venduto per trenta sporchi sicli d’ argento.

    O morte dov’è il tuo dardo e vittoria? pensavi in pugno di averlo ottenuto?

    Quell’uomo che è morto era perfetto e ha dato la vita per chi lo ha venduto

    Poteva forse il mal trattenere? Colui che in vita non ha mai peccato?

    No!,  i  lacci egli ha dovuto sciogliere, perché il Cristo è risuscitato.

    Con quei trenta sporchi sicli d’argento un campo di morte è stato comprato,

    ma il nostro Signore che ha vinto la morte, la vita eterna ci ha donato.

    Perciò tutti quanti che in Cristo crediamo, sappiamo che Egli la morte ha abolito.

    Con grande coraggio il distacco affrontiamo, per poi rivestire la vera vita.

    Carmela Ligorio