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  1. La mia vecchia lavatrice

    ottobre 3, 2011 by Carmela

    k1274991  La mia vecchia lavatrice

    Da ragazza,  a casa di mia madre per lavare la nostra biancheria usavamo una di quelle vecchie macchine  “torcitoio lavaggio” che girava e rigirava la biancheria nell’acqua per una mezzora e poi manualmente si doveva  prendere la biancheria e passarla attraverso due rulli per strizzarli,  quelli della mia generazione sicuramente ricorderanno quelle vecchie macchine.   Anni dopo mi sposai e siccome non avevamo la possibilità di comperare una lavatrice  lavai la biancheria a mano per alcuni anni fino all’arrivo  del mio primo figlio.

    Con la nascita di Giuseppe, tra il lavoro, la casa e tanti pannolini da lavare cominciò ad essere un po’ pesante così io e mio marito decidemmo di comperare una bella lavatrice.  In quel tempo le macchine erano più resistenti, nonostante ciò, dopo  un venticinque anni la mia lavatrice cominciò a funzionare male, chiamai il tecnico e mi disse che si era guastato il programmatore e non svolgeva più il compito per cui era stata programmata, ma siccome il programmatore costava molto mi conveniva buttarla via e comperarne un’altra, perciò con grande rammarico vidi la mia amata e vecchia lavatrice prendere la via del cimitero delle macchine rotte.

    Noi tutti esseri umani rassomigliamo tanto alla mia vecchia lavatrice, siamo stati programmati dal nostro Creatore in modo perfetto ed equilibrato, potevamo svolgere una vita meravigliosa in modo perfetto,  essere felici ed immortali, ma ahimè, l’uomo scelse di conoscere anche il Male che venne a guastare quel programma inserito da Dio nell’uomo, per cui l’uomo non funzionando più in coerenza a come era stato programmato soffre la sua stessa disfunzione, è in conflitto con se stesso, con il suo Creatore e con tutto ciò che lo circonda, e va verso il logorio e la morte.

    Il dolore che noi sentiamo non è altro che il campanello dall’arme che ci avvisa delle nostre disfunzioni. Disfunzione fisica, disfunzione psichica e disfunzione spirituale, abbiamo un estremo bisogno di essere riaggiustati.

    La medicina ha fatto grande scoperte per riaggiustare il fisico umano, la psicologia ha fatto grande scoperte per riaggiustare la mente umana, ma appena si scoprono le cause che hanno prodotto una malattia e si cerca di curarla altre malattie peggiori vengono ha rovinare il nostro essere, le religioni in proporzioni diverse  studiando la Verità  Divina  hanno capito  tante cose e cercano di portare l’uomo ad agire secondo quel programma di buon funzionamento prestabilito da Dio.

    Purtroppo l’uomo si trova a combattere con una forza malefica quale è il Male che è rappresentato dal diavolo, un essere superiore all’uomo, di conseguenza ne la medicina, ne la psicologia ne le religioni possono salvare l’uomo dalla schiavitù del male e dalla morte eterna, esse servono solo a tamponare la sofferenza in questo mondo e a dare un indirizzo verso il buon funzionamento stabilito da Dio.

    Soltanto Gesù Cristo è Colui che ha sconfitto il male e la morte per riportarci in equilibrio pagando il riscatto per chiunque vuole accettare la Sua grazia e cominciare a seguire i Suoi insegnamenti che servono a riaggiustare le proprie disfunzioni,  riacquistare la propria immagine ed essere più in sintonia con se stessi, con il prossimo e con il proprio Creatore.

    Tutti quanti noi esseri umani siamo destinati dal male alla sofferenza al logorio e alla morte eterna e come la mia vecchia lavatrice siamo sulla strada che conduce al cimitero, ma Gesù Cristo ci ha riscattati per risuscitarci ad una vita perfetta dove il male non ci sarà più e ci ha lasciato anche quelle regole di buon funzionamento affinché  cominciando ad aggiustare noi stessi verso quell’equilibrio possiamo liberarci già da adesso da tante  disfunzioni che ci creano tanti dolori e tanti conflitti salendo verso la nostra guarigione.

    Possa ognuno di noi affidarsi a Gesù Cristo che ha offerto la Sua vita perfetta per pagare il riscatto umano e riportarci risuscitati nella vita perfetta dove non ci sarà più alcun male, e ognuno di noi possa anche seguire i Suoi insegnamenti cominciando ad aggiustare se stesso per beneficiare già da adesso di quel giusto equilibrio.

    Buona lettura  e buon aggiustamento a tutti

    Carmela Ligorio


  2. Che cosa è la libertà?

    giugno 22, 2011 by Carmela

    488363_387471514652554_2031037832_n                 CHE COSA E’ LA LIBERTA’?

    Ogni essere umano brama la libertà più di ogni altra cosa e si sente mutilato senza di essa, la libertà fu data all’uomo dal suo Creatore che lo aveva creato con delle regole di perfetto funzionamento  ed equilibrio, libero da ogni disfunzione fisica, mentale e spirituale, purtroppo l’uomo scelse di conoscere anche il Male, da allora il Male ha portato squilibrio e mal funzionamento in tutto il suo essere, di conseguenza l’uomo è divenuto schiavo di tante disfunzioni  e schiavo anche delle sofferenze che le disfunzioni producono.

    Spesso si parla di libertà, ma che cosa è veramente la libertà? se noi apriamo una qualsiasi enciclopedia vediamo che nel corso dei secoli tante definizioni sono stati dati a questo termine, spesso anche contrastanti tra di loro, infatti alcune delle definizioni date a questa parola LIBERTA’ sono: L’assenza di ostacoli al compiersi di un’azione o di un fine.  Dal punto di vista filosofico,  facoltà per cui l’uomo agisce spontaneamente mosso dalla sua volontà e dalla sua ragione senza obbedire ad impulsi esterni o dei sensi, in tale significato il concetto di libertà è in opposizione al determinismo e al fatalismo.  Nell’antichità e durante il medioevo la libertà venne spesso identificata con il libero arbitrio, inteso, questo, come capacità dell’individuo di scegliere le proprie azioni.  In epoca moderna invece la libertà venne concepita come uso del libero arbitrio in conformità alle leggi morali. In sede di diritto, facoltà per cui ogni cittadino può agire nell’ambito delle leggi.

    Nel problema che allora si presentò nel conciliare le contraddizioni insite nei termini, i massimi pensatori cristiani ed in particolare S Agostino hanno sempre affermato la fondamentale responsabilità nelle azioni umane, con la quale non contrasterebbe un prestabilito disegno divino. Questi sono solo alcuni delle tante definizioni date a questo termine nel corso dei secoli e spesso queste definizioni erano contrastanti tra di loro.

    Ma Gesù Cristo cosa ci dice  a proposito della LIBERTA’

    “Gesù disse allora ai giudei che avevano creduto in lui, “Se dimorate nella mia parola siete veramente miei discepoli. Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. Essi gli risposero, “Noi siamo progenie di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno, come puoi dire: Diventerete liberi?”. Gesù rispose loro, “In verità vi dico, chi commette il peccato è schiavo del peccato. Or lo schiavo non rimane sempre nella casa, il figlio invece vi rimane per sempre. Se dunque il figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi”. (Giovanni 8:34-36)

    Al tempo di Gesù i giudei dicevano di essere liberi, anche nel nostro tempo diciamo di essere liberi, ma siamo veramente liberi?

    Purtroppo il male ci ha danneggiati più di quello che pensiamo e tutti quanti, chi più chi meno, abbiamo le nostre schiavitù interiori ed esteriori. Quante volte nella nostra limitatezza umana commettiamo degli errori, restiamo schiavi di essi e poi ne soffriamo le conseguenze?. Da tutta la Bibbia emerge che la verità di Dio è l’unica legge della libertà che va a soddisfare tutte le esigenze dell’uomo facendolo sentire libero, in perfetta armonia con se stesso, con gli altri, con la creazione e col suo Creatore, quelle regole di perfetto funzionamento prestabilite da Dio con cui Egli aveva caratterizzato l’uomo alla creazione.

    Inizialmente l’uomo era perfetto, libero, felice, ed immortale, ma quando egli decise di conoscere anche il male, quella forza malefica superiore a lui rovinò il suo equilibrio e lo rese schiavo dell’errore, soggetto a sbagliare, a soffrire le conseguenze dei suoi sbagli, e a morire.

    Il male ha vinto l’uomo e lo tiene in schiavitù. (Perché ognuno diventa schiavo di ciò che lo ha vinto. 2 Pietro 2:19).

    In un certo senso LIBERTA’ e VERITA’  sono la stessa faccia della medaglia. L’ uomo era stato creato LIBERO ed in perfetto equilibrio con regole VERITIERE di perfetto funzionamento, ed egli era esente da qualsiasi disfunzione fisica, mentale e spirituale, ma a causa della sua scelta iniziale di voler conoscere anche  il Male l’uomo è stato contaminato con pensieri, sentimenti e comportamenti prodotti dal male che sono incoerenti con la sua stessa struttura perfetta e benefica di fondo con cui il suo Creatore lo aveva progettato, o se vogliamo usare altre parole, incoerenti con quelle regole VERITIERE di perfetto funzionamento, la conseguenza è stata: disfunzione mentale = uguale sofferenza mentale, disfunzione fisica = uguale sofferenza fisica, disfunzione psicofisica uguale sofferenza del suo spirito che si sente intrappolato in un corpo mal funzionante che non agisce più in coerenza a quelle regole VERITIERE di perfetto funzionamento, per cui si sente separato dallo Spirito Genitore -Dio.

    Gesù Cristo è la VERITA’che ha offerto la Sua vita perfetta per liberare tutti quanti noi dalla schiavitù del male

    Gesù Cristo è stato l’unico che non si è fatto schiavizzare dall’errore, l’unico essere veramente LIBERO che ha pensato ed agito sempre in coerenza a tutta la VERITA’ e perfezione prestabilita da Dio, quelle regole VERITIERE di perfetto funzionamento che rendono LIBERI ed in perfetto equilibrio e sintonia, ecco perché Gesù viene  chiamato LA VERITA’.

    “Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. (Giovanni 8:32)

    Gesù Cristo è la VERITA’che ha offerto la Sua vita perfetta per liberare tutti quanti noi dalla schiavitù del male

    E la parola è stata fatta carne ed ha abitato per un tempo fra noi pieno di grazia e di VERITA’”. (Giovanni 1:14)

    Gesù Cristo è anche la parola fatta carne venuto a noi per insegnarci a  ritornare su quelle regole VERITIERE  di perfetto funzionamento liberandoci dal danno che il male ha prodotto su ognuno di noi

    “Gesù disse: Io sono la via la verità e la vita, nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”. (Giovanni 14 :6)

    Questo è il motivo che dobbiamo seguire l’insegnamento di Gesù, perché le regole che lui ci insegna non sono altro che quelle regole di buon funzionamento che fanno parte della nostra struttura benefica di fondo con cui eravamo stati progettati e che il male ha deformato

    Gesù Cristo è venuto per offrire la Sua vita perfetta per il riscatto umano, per portarci risuscitati nella perfezione eterna insieme a Lui,  ed Egli ci istruisce anche per farci conoscere quelle regole di VERITA’ con cui l’uomo è stato progettato in modo che man mano che ci andiamo liberando dai modi distorti di pensare e di agire ci andiamo liberando anche  dalle sofferenze che le disfunzioni ci producono.

    Carmela Ligorio


  3. La compassione rende felici

    luglio 11, 2010 by Carmela

    La compassione

     

     

    Felice l’uomo che ha compassione.  (Salmo 112:5)

     

    Di solito si pensa che la persona che trae beneficio dalla compassione è chi la riceve e che invece chi la manifesta agli altri viene considerato un debole, una persona di cui tutti abusano del suo buon cuore. Infatti, spesso si dice che essere troppo buoni significa essere stupidi. Dio però ci dice che l’uomo che ha compassione è felice, Perché?

    L’uomo è stato creato ad immagine di Dio e siccome Iddio è compassionevole anche lo spirito dell’uomo ha ereditato questa caratteristica. Purtroppo, vivendo in questo mondo dove c’è tanto male spesso l’uomo per difendere il suo orgoglio ferito impara ad essere duro di cuore acquisendo delle caratteristiche carnali, diverse da quelle benefiche del suo Creatore, ed ecco, perché la persona dura di cuore non è felice e si sente in conflitto col suo stesso spirito, con gli altri e con Dio. La sua durezza di cuore è come un tarlo che logora il suo spirito, mentre invece la persona compassionevole è felice, perché si sente in sintonia con se stessa, col suo Creatore e con tutti quanti gli altri, e non gli importa affatto se gli altri lo considerano un debole, perchè la forza e la felicità gli viene dalla sua comunione con Dio


  4. Che vestito indossiamo?

    aprile 28, 2010 by Carmela

    abito-lungo-9513            Che vestito indossiamo?

     Vestitevi dunque come eletti di Dio, santi e diletti di viscere di misericordia, di benignità, di umiltà, di mansuetudine e di pazienza. Sopportandovi gli uni gli altri, perdonandovi a vicenda. (Colossesi 3: 12)

     Quando ci alziamo la mattina la prima cosa che facciamo è vestirci.

    Per ognuno è necessario vestire qualcosa di adatto. Se dobbiamo andare ad un ricevimento, vestiamo eleganti per l’occasione, se dobbiamo andare a lavoro vestiamo comodi per il lavoro, se dobbiamo andare in palestra, vestiamo adeguati per la palestra.

    A nessuno verrebbe in mente di andare a fare ginnastica con un vestito da sera lungo e attillato. Quello che indossiamo è molto importante e quando ci sentiamo comodi con ciò che indossiamo possiamo trascorrere la giornata sereni e tranquilli.

    Se dovessimo insegnare ginnastica, certamente non saremmo comodi in un abito da sera lungo e attillato, perché al primo movimento brusco l’abito cadrebbe a pezzi, resteremmo nudi, ci vergogneremmo e gli alunni resterebbero sconcertati.

    Anche Dio si preoccupa di ciò che noi vestiamo, certamente la Sua preoccupazione non è soltanto materiale, ma specialmente il vestiario spirituale, ciò che noi siamo dentro.

    Noi siamo stati creati ad immagine di Dio, e per sentirci comodi ed in sintonia col nostro stesso spirito, con Dio e con la nostra struttura benefica di fondo, dobbiamo vestire e sviluppare dentro di noi quelle caratteristiche benefiche, e cioè quel seme del bene che Dio ha piantato dentro di noi, Amore, Benignità, Misericordia, Umiltà, Mansuetudine, Pazienza, ecc.

    Se invece vestiamo un vestito inadatto e anziché essere benigni e amorevoli siamo odiosi e maligni, anziché essere misericordiosi siamo vendicativi, anziché essere umili siamo superbi, anziché essere mansueti siamo aggressivi, anziché essere pazienti siamo impazienti. Sicuramente all’inizio il nostro orgoglio sarà soddisfatto, ma non passerà molto che cominceremo a sentire la sofferenza, l’inadeguatezza e la scomodità di quel vestito non adatto alla nostra struttura spirituale e alla verità di Dio, che ci farà essere antipatici a tutti, ci farà sentire in conflitto col nostro stesso spirito, in conflitto con lo Spirito del nostro Dio, e ci farà essere dei pessimi rappresentanti del nostro Creatore di cui dovremmo portare le sembianze, ci sentiremmo talmente scomodi in quel vestito che, inconsciamente, come spesso accade cominceremmo ad accusare gli altri per le nostre frustrazioni.

    Se questo ci succede, chiediamoci: Stiamo veramente male a causa delle critiche che ci vengono dagli altri? oppure abbiamo bisogno di cambiare vestito?

    Abbiamo forse, per la nostra vanità, indossato un abito lungo, elegante e attillato per andare ad insegnare ginnastica, e adesso si è rotto e si vedono tutte le nostre vergogne?

    Se abbiamo indossato l’abito sbagliato, cerchiamo di vestire quello giusto ed appropriato che il Signore ci consiglia, che edifica il nostro spirito lo fa sentire comodo, sereno e ci fa stare in comunione con la nostra coscienza, con il nostro prossimo e con il nostro Dio. Ma siate rivestiti del Signore Gesù Cristo, e non abbiate cura dei sentimenti carnali per soddisfare le sue concupiscenze. (Romani 13: 14)

    Rivestitevi dell’intera armatura di Dio per poter rimanere ritti e saldi contro le insidie del diavolo. (Efesini 6: 11)

     

    E vi siete rivestiti dell’uomo nuovo che si va rinnovando nella conoscenza ad immagine di colui che l’ha creato. (Colossesi 3: 10)

     Per essere rinnovati nello spirito della vostra mente e per essere rivestiti dell’uomo nuovo creato secondo Dio nella giustizia e santità della verità. (Efesini 4: 23- 24)

     


  5. Felici i mansueti

    aprile 28, 2010 by Carmela

    La mansuetudine reca felicità allo spirito

     Felici i  mansueti, perché essi erediteranno la terra.

    Matteo 5: 5

     

    In questo mondo dove viviamo, per farsi strada spesso ci si muove a forza di spintoni, un pugno a destra un pugno a sinistra per farsi strada nella folla, ci si affida a persone potenti, o meglio dire prepotenti, che in cambio di qualcosa di illecito ti fanno scavalcare gli altri per raggiungere l’obiettivo desiderato. quando l’obiettivo è stato raggiunto l’uomo crede di essere il padrone della terra.

    Gesù Cristo invece ci dice: <<felici i mansueti, perché erediteranno la terra>> alcuni pensano che Gesù doveva avere le idee molto confuse se pensava che la terra si eredita con la mansuetudine. In realtà ad avere le idee molto confuse è l’umanità che spesso si fa abbagliare dalla falsa luce di questo mondo.

    Il male è molto astuto e ci propina il ferro vecchio facendolo sembrare oro mentre ci fa buttare via il vero oro facendolo sembrare ferro vecchio.

    Ricordo una grande stella del cinema, essa era divenuta molto famosa, aveva su di se l’attenzione del mondo intero, aveva soldi a volontà, un pubblico che l’adorava, sembrava avesse ereditato la terra. In un’intervista lei aveva confessato che per divenire così famosa aveva dovuto cedere alle brame di molti uomini potenti che poi l’avevano lanciata nel mondo del cinema, ma ora che finalmente aveva raggiunto il suo obiettivo, cioè la fama, si rendeva conto di essere estremamente infelice e confessava di sentirsi arida, vuota, senza nessun valore, e fu proprio quella sua infelicità che anni dopo la portò al suicidio.

    La fama, il prestigio, l’adorazione del pubblico, il divertimento, i gioielli, il sesso, l’alcol, la droga; avevano forse dato la felicità a quella donna? Niente affatto, anzi  gli avevano dato la morte.

     Soltanto Gesù  Cristo può darci  la vera felicità e la risurrezione per ereditare la terra promessa, perché Egli ha dato  la Sua vita per portarci in un mondo dove non potremo più essere abbagliati dalla falsa luce di questo mondo contaminato dal male che ci confonde le idee, ci fa fare delle scelte sbagliate e poi ci fa pagare  con la sofferenza e la morte eterna. 

    Soltanto Gesù Cristo può indicarci la via per salire verso quella felicità istruendoci con i Suoi consigli benefici che rendono felicità al nostro spirito.


  6. Creati ad immagine di Dio

    aprile 24, 2010 by Carmela

    Creati ad immagine di Dio

    Scopriamo le nostre radici.

     Spesso nell’ arco della mia vita mi sono posta delle domande, poi alla luce della verità di Dio ho trovato anche delle risposte, nonostante riconosco che a causa della limitatezza dell’uomo e del danno che il male ha portato in questo mondo e in ogni essere umano, nessuno troverà mai tutte le risposte a tutte le domande che si pone; comunque, cerco sempre, per quello che è nei miei limiti, di arrivare ad una comprensione dei miei perché.

    Alcune domande che attraversavano la mia mente erano: Perché l’uomo soffre?,  perché  è sempre in conflitto con se stesso?, perché è sempre in guerra col suo prossimo?, perché  cerca sempre di scaricare la colpa addosso agli altri?, perché non c’è pace nel suo cuore? perché egli  muore?

    Dio ci dice che creò l’uomo a sua immagine e somiglianza, in quella realtà di perfezione, di equilibrio e di purezza l’uomo era felice, perché era perfetto, ad immagine di Dio, e non c’era niente in se stesso e in tutto il resto del creato che non fosse perfetto, buono, ben funzionante, puro, equilibrato, ed immortale, questo è il motivo che l’uomo era felice, era  in pace e armonia con se stesso, con il suo Creatore e con tutto ciò che lo circondava.

    Purtroppo quando l’uomo, nel suo libero arbitrio, non seguendo il consiglio di  Dio scelse di conoscere anche il male, il male venne a squilibrare e a guastare l’uomo e tutto il resto della creazione, portando malfunzionamento, sofferenza, logorio e morte. Di conseguenza, l’uomo  essendo stato squilibrato e guastato egli ha delle grosse difficoltà ad accettare se stesso e la sua nuova condizione di essere imperfetto, infatti perdendo il suo equilibrio e la sua perfezione, egli, consciamente o inconsciamente sa, e sente, che ci sono in lui delle disfunzioni  non più accettabili, questo è il motivo che ha paura,  ha difficoltà ad accettarsi e si sente in conflitto con se stesso, si sente mal funzionante e sente su di se tutto il dolore della sua disfunzione fisica, mentale, e spirituale, egli si sente schiavo e  mutilato senza la perfezione e la felicità che gli apparteneva per creazione Divina, la sua struttura benefica di fondo è stata squilibrata dall’astuzia di quell’essere malefico che l’uomo stesso ha voluto conoscere. E più l’uomo soffre la sua disfunzione, più ha paura e non si accetta e si sente in conflitto con se stesso, più egli  cerca un capro espiatorio su cui scaricare la propria rabbia, più entra in conflitto con gli altri e più soffre, così diventa un circolo vizioso da cui è difficile uscirne. Questa tecnica dello scarica barile  è cominciata con Adamo ed Eva, infatti, appena dopo il peccato ognuno cominciò ad aver paura e voleva uscirne con la faccia pulita cercando di scaricare la colpa sull’altro. La realtà comunque rimane che, nonostante l’uomo pensa di soffrire a causa delle imperfezioni altrui che lo feriscono, egli invece soffre a causa della sua personale disfunzione e delle sue personali scelte sbagliate.

    Molti psicologi hanno constatato, sono concordi e ritengono che la paura e la rabbia sono sempre ciò che producono le guerre .   Guerra con se stessi e guerra con gli altri.   Chi è sempre arrabbiato è un individuo che ha paura, non accetta se stesso, né accetta la sua condizione;  e quando non si riesce a vivere bene con se stessi si ha paura, si proietta la propria tensione e la propria rabbia interiore sugli altri e si entra in conflitto con essi .

    L’uomo è stato creato ad immagine di Dio, quella immagine purtroppo è stata inquinata dal quel male che l’uomo stesso ha voluto conoscere e che  ormai lavora  in questo mondo; Per questo motivo, tutto ciò che di negativo ha preso piede nell’uomo, come: mentalità, sentimenti, comportamenti incoerenti con quell’immagine perfetta primordiale, sono come dei corpi estranei che causano paura, squilibrio, logorio, malfunzionamento,  sofferenza e morte, ed in nessun modo possono soddisfare le esigenze dell’uomo, perché sono incoerenti ed incompatibili con la sua struttura benefica di fondo. Così la morte si è estesa su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato, (Romani 5:12)

    Perciò l’uomo potrebbe accettare di nuovo se stesso, essere ben funzionante e felice, sconfiggendo la sofferenza e la morte, se fosse in grado di liberarsi da tutto lo squilibrio e la negatività che lo ha inquinato e ha preso piede dentro di se e nel mondo intero. Il guaio dell’uomo è, che avendo voluto conoscere un essere superiore a lui, quale è il male, egli non può più liberarsi da solo da tutto il danno e la schiavitù dell’imperfezione, né dalla sofferenza e dalla morte che l’imperfezione produce, infatti Dio aveva già avvisato l’uomo dicendogli  (Se tu conoscerai il male per certo morrai)  Allora ci chiediamo; Se noi esseri umani non possiamo più liberarci dal male che ci ha inquinati:  Significa forse che non possiamo più accettare, amare ed essere in sintonia con noi stessi?  in sintonia con gli altri? ed in sintonia col nostro Creatore e con tutto il creato?   No di certo! Grazie a Dio che ha mandato Gesù Cristo a rimuovere la barriera dell’errore che separava l’uomo da se stesso, dal suo prossimo, e dal suo Creatore, ed è soltanto grazie a Gesù Cristo che ha vinto il male e la morte dandoci la possibilità di essere riconciliati e rientrare risuscitati nella perfezione  della vita eterna.

    La rabbia è prodotta dal proprio orgoglio umano che vorrebbe sbrogliarsela da se e non essere soggetto a nessuno, e nel tentativo di giustificarsi l’orgoglio spinge l’uomo a  scaricare  la rabbia e la  colpa sugli altri.  La realtà invece rimane che ognuno si sente in conflitto con sé stesso, con gli altri e con Dio sempre a causa della sua personale disfunzione. Ognuno soffre la propria disfunzione fisica, la propria disfunzione mentale e il proprio disagio spirituale che vive in un corpo mal funzionante, ed ognuno muore perché ormai divenuto imperfetto.

    Allora cosa possiamo fare per ritrovare il nostro equilibrio, la nostra perfezione la nostra immortalità e felicità perduta?

    L’unica cosa da fare è, (rinunciare all’orgoglio umano di volercela sbrogliare da soli nella lotta contro il male, e contro la morte, ammettendo i propri limiti, accettando la grazia e la guida di Cristo cooperando con Lui nella lotta contro l’errore.

    L’uomo era stato creato perfetto per vivere felice e  in eterno in questa dimensione terrena, egli aveva dentro di se il seme benefico del suo Creatore e tutto ciò che egli avrebbe pensato e avrebbe fatto nel suo libero arbitrio creativo che Dio gli aveva donato insieme ai talenti, lo avrebbe fatto in modo perfetto senza commettere nessun errore, ed egli sarebbe vissuto felice e in eterno senza l’imperfezione, senza il logorio, senza la sofferenza e senza la morte. Purtroppo l’uomo nel suo libero arbitrio si alleò col male che aveva tentato di rubare il trono a Dio per diventare come Lui, fu così che l’uomo restò schiavo del male  del logorio e della morte che il male produce. L’uomo mirando troppo in alto cercando di entrare nella dimensione di Dio uscì invece fuori dai suoi limiti e fuori dalla sua dimensione restando schiavo di quel male con cui si era alleato. Ma Dio ebbe misericordia dell’uomo e mandò Gesù Cristo a sconfiggere il male  per portare l’umanità nella perfezione e nella felicità eterna insieme a Lui. Iddio ci guarda con gli occhi dell’amore e dell’accettazione, ciò che Dio non ama e non accetta è il male che ha rubato all’uomo il suo equilibrio, la sua perfezione e la sua libertà e lo ha reso soggetto a sbagliare producendogli logorio, sofferenza e morte. Ma! “Iddio ha tanto amato il mondo che ha dato il Suo unigenito figliuolo, affinché chiunque crede in Lui non perisca ma abbia vita eterna”. (Giovanni 3:16)

    Fin dall’inizio Iddio fece notare ad Adamo ed Eva che la loro scelta di conoscere il male gli avrebbe prodotto danno e sofferenza,  ma rivoltosi al serpente, (il diavolo), gli disse che avrebbe mandato Gesù Cristo a salvare l’umanità dal suo veleno mortale. Da allora Iddio continua a dire all’uomo; (Non temere) (Non aver paura) Fin dall’inizio, da quando l’uomo permise al male di denudarlo della sua gloria, della sua  perfezione e della sua  felicità e immortalità,  l’uomo si sentì  nudo, spogliato di tutto ciò che Iddio gli aveva dato, cominciò a vergognarsi e nel tentativo di coprire la sua vergogna usò una ben misera cosa: (foglie di fico). Ma Iddio nel suo grande amore promise all’uomo che lo avrebbe completamente rivestito di tutta la gloria, la perfezione e la felicità perduta riscattandolo col sacrificio di Cristo; ed oltre a rivestire lo spirito dell’uomo dandogli la felicità eterna,  Iddio nel suo grande amore cominciò a coprire la vergogna umana rivestendo  anche il corpo materiale dell’uomo; infatti cucì delle tuniche di pelle di agnello e li vestì. (Esodo 3 : 21)  Quelle tuniche di pelle oltre a coprire la nudità materiale dell’uomo stanno a simboleggiare anche il grande amore del Padre che copre la vergogna dei figli, ed in particolar modo stanno  a simboleggiare quell’Agnello che doveva essere ucciso offrendo la sua pelle per  rivestire lo spirito dell’umanità caduta in vergogna, e cioè, l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. Perciò c’è un’unica via che possiamo prendere per riavere il nostro equilibrio, la nostra perfezione e la nostra  felicità perduta, uscendo fuori dalla nudità e dalla vergogna, dalla schiavitù e dalla  sofferenza che il male ha prodotto dentro di noi (Questa unica via è Gesù Cristo)  L’unica via per entrare nella perfezione, l’equilibrio e la felicità eterna è quella di accettare Gesù Cristo come nostro Salvatore, perché Egli ha già pagato il riscatto per noi, ed Egli non si è limitato soltanto a pagare il riscatto per portarci risuscitati nella perfezione e felicità  eterna,  ma ha voluto fare di  più per noi, Egli ci  ha tracciato anche la via col  Suo esempio di vita,   affinché seguendo il Suo esempio noi possiamo  già da adesso in questo mondo ancora contaminato dal male  cominciare a sperimentare un po’ più  di felicità man mano che ci andiamo liberando dai nostri squilibri  assorbiti in questo mondo corrotto, crescendo così verso la felicità  èterna e portando anche dei frutti alla gloria di Dio, cooperando col nostro capitano per il nostro aggiustamento.

    Nell’evangelo di  Matteo capitolo 5,  Gesù Cristo ci da una lista di otto atteggiamenti da maturare all’interno di noi stessi per essere felici e sentirci in  equilibrio e sintonia con noi stessi, con gli altri, con il creato e con il nostro Creatore. In questo capitolo è racchiuso il segreto della vera felicità umana. Uno di questi otto atteggiamenti è: Divenire portatori di pace, (Felici i portatori di pace) Egli ci ha tracciato il modello che necessita per essere portatori di pace, Egli viene chiamato (principe della pace) perché ha ristabilito la pace fra le parti, pagando per l’errore umano, Egli ha tolto la barriera che separava l’uomo da se stesso, dal suo prossimo, e dal suo Creatore. Perciò l’uomo può riavere la pace con Dio, perché Gesù Cristo ha avuto il comportamento giusto che necessità per stabilire la pace fra le  parti. La pace con Dio ci è stata garantita da Gesù Cristo; Infatti lui per amore si  è fatto uccidere ed ha offerto la Sua pelle per coprire la nostra nudità e la nostra vergogna affinché noi potessimo risuscitare ad una nuova vita incorruttibile nella perfezione e nella felicità eterna.  Certo, per quanto riguarda la pace che noi possiamo sperimentare su questa terra  ancora contaminata dalla confusione del male, molto dipende da quanto noi siamo in grado di seguire quel modello tracciato da Cristo, più il nostro comportamento si avvicina al comportamento di Gesù Cristo, più pace e sintonia noi possiamo sperimentare con noi stessi, con gli altri, e con Dio, e più frutti benefici noi possiamo portare.

    Quali passi Gesù ha tracciato come portatore di pace tra l’uomo e Dio ?

    1 ) Gesù Cristo ha amato.

    2 ) Gesù Cristo ha crocifisso l’orgoglio umano.

    3 ) Gesù Cristo ha accettato l’uomo peccatore.

    4 ) Gesù Cristo ha perdonato e graziato.    

    Gesù Cristo mentre moriva sulla croce diceva: Padre perdona loro, perché non sanno quel che fanno.

    La scienza ha scoperto che amare, perdonare, fare del bene e comportarsi in modo giusto è salutare per l’essere umano. La scienza non ha scoperto niente di nuovo, ha solo constatato che ciò che Gesù Cristo ha detto tanti secoli fa corrisponde a verità

    Adesso esaminiamo noi stessi ed in tutta onestà diamoci delle risposte sincere. Abbiamo messo da parte il nostro orgoglio umano, ammettendo i nostri limiti spirituale, accettando Gesù Cristo come personale Salvatore per ereditare la vita eterna dove non ci saranno  più guerre ma ci sarà soltanto equilibrio, perfezione e felicità.

    Da uno fino a cento, in  che proporzione amiamo il nostro Creatore e ci sottomettiamo a Lui seguendo Gesù Cristo come modello?

    In che proporzione amiamo noi stessi seguendo i consigli di Cristo che ci tengono lontani dalle cose negative che ci producono danni e sofferenza fisica mentale e spirituale?

    In che proporzione accettiamo e graziamo noi stessi come Cristo ci ha accettati e graziati?

    In che proporzione ci impegniamo a produrre frutti dello spirito, rigettando il male che vuol prendere piede dentro di noi per opprimerci?

    In che proporzione siamo i rappresentanti di Gesù Cristo su questa terra?

    In che proporzione amiamo, accettiamo e perdoniamo il nostro prossimo dicendo:  Padre perdona loro perché non sanno quel che fanno?

    Intanto che siamo ancora in questa terra dove l’errore lavora per tenerci sotto la sua schiavitù e la sofferenza, tutte queste cose sopra elencati li sentiremo dentro di noi  proprio nella stessa proporzione di cui noi siamo capaci di praticarli verso gli altri e verso noi stessi.

    Più seguiamo i consigli veritieri di Dio, più possiamo sentirci liberi dalle disfunzioni che hanno preso piede in noi inquinandoci, più ci sentiamo in comunione con Dio e più siamo dei buoni rappresentanti del bene su questa terra.

    Più noi amiamo, accettiamo,  perdoniamo gli altri, più siamo in grado di amare, accettare e perdonare noi stessi, perché quei sentimenti benefici che abbiamo sviluppato nei nostri cuori li useremo verso gli altri e li useremo anche verso noi stessi.   

    Iddio ci ama sempre perché Egli è amore, anche noi dovremmo amare perché siamo stati creati a   Sua immagine, ma se noi   non abbiamo  coltivato quell’amore dentro di noi e abbiamo permesso al male di indurirci il cuore,  questo è il motivo che poi stiamo male e soffriamo la nostra disfunzione e non possiamo beneficiare di quel sentimento benefico che lubrifica tutto il  nostro  essere. Grazie a Dio non è  mai troppo tardi, basta riconoscere il proprio errore e portarlo ai piedi di Gesù Cristo che ha già pagato per esso e ricominciare . Il cuore di Dio trabocca di amore, perciò chiediamo a Lui l’aiuto per coltivare tutti quei sentimenti benefici che Egli ha impiantato in noi alla creazione. Se le leggi dell’amore, del perdono, della pace, della grazia, della pazienza, della misericordia, ecc.  li abbiamo coltivati bene e hanno raggiunto un alto livello nel nostro cuore, in quella alta proporzione useremo tutti questi sentimenti verso gli altri, ed anche verso noi stessi.

    Se invece questi sentimenti non li abbiamo coltivati e non sono cresciuti nel nostro cuore noi non saremo in grado di usarli verso gli altri, ma ahimè! non saremo in grado di usarli neanche verso noi stessi,  e saremo infelici, perché  il nostro spirito non potrà sentire il beneficio di quei sentimenti buoni se  non ci sono. Che diremo dunque? Rimarremo nel peccato. Affinché abbondi la grazia? Niente affatto! Noi che siamo morti al peccato, come vivremo ancora in esso? (Romani 6)

     

     


  7. L’opera di Dio

    aprile 24, 2010 by Carmela

    L’opera di Dio

    Fermati un momento,

    contempla il creato,

    ti accorgerai   che è una gran meraviglia,

    sconvolge la mente di tanti scienziati

    che il paragone non rassomiglia.

    Guardando un fiore,

    guardando il mare,

    guardando il cielo e l’arcobaleno,

    ti accorgerai che tutto questo

    è stato creato da una mente suprema.

    Un bimbo che gioca e fa tenerezza,

    un uccello che vola così alto nel cielo,

    un cigno nell’acqua con tanta dolcezza,

    una pecorella col suo lungo pelo.

    Tanta bontà Iddio ha creato,

    ha creato anche l ’uomo che è una gran meraviglia,

    ma l’ha creato con libertà

    di esser errante o di esser suo figlio.

    Ad esser  Suoi figli a noi conviene,

    perciò solo Lui   vogliamo adorare,

    essendo Lui una mente suprema

    le Sue meraviglie ci farà ammirare.

    Le gran meraviglie che Egli ha creato

    per tutti noi che gli siamo fedeli,

    per tutti noi che ha  tanto amato

    e ci porterà  riscattati in cielo.


  8. L’odio logora lo spirito

    febbraio 19, 2010 by Carmela

    CHI ODIA VIENE LOGORATO DALL’ODIO

     

     

    Amate i vostri nemici, benedite coloro che   vi  maledicono, fate del  bene a coloro che vi odiano e pregate   per coloro  che vi perseguitano e vi maltrattano. Affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli.(Matteo 5 : 44)

    Una mia conoscente mi disse una volta:<<Sto soffrendo le pene dell’inferno, l’odio mi sta divorando>>

    Per troppo tempo lei aveva coltivato l’odio nel suo cuore verso una persona della sua famiglia e adesso si sentiva schiava di quell’odio che la stava divorando, lei era dilaniata da quel sentimento malefico, era in depressione, il suo terapista gli aveva detto che si doveva liberare da tutta quella rabbia e odio che aveva dentro di se,  se voleva uscire fuori dalla depressione.

    Nel capitolo cinque dell’evangelo di Matteo, Gesù Cristo, nel Suo famoso sermone sul monte insegna all’umanità un modo di essere che messo in pratica produce all’uomo tanto benessere e tanta felicità. Infatti, Gesù Cristo usa la parola beato che significa (pienamente felice) Egli comincia dicendo: Felici i poveri di spirito. Felici quelli che fanno cordoglio. Felici i mansueti. Felici gli affamati di giustizia. Felici i misericordiosi, eccetera, così va avanti insegnando questo modo di essere che produce felicità e benessere allo spirito dell’uomo.

    Nel seguito di tutto il capitolo cinque, Gesù Cristo, continuando ad insegnare questo benefico modo di essere  va avanti dicendo: Se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l’altra, se qualcuno vuol toglierti la tunica, lasciagli anche il mantello, se uno ti costringe a fare un miglio, fanne con lui due, ama i tuoi nemici e benedici coloro che ti maledicono, fai del  bene a coloro che ti odiano, eccetera. 

    Spesso noi esseri umani ci soffermiamo a riflettere su queste cose e ci chiediamo:  Se questo modo di essere ci produce felicità, come mai ci risulta difficile metterlo in pratica? Come mai, al primo impatto abbiamo delle difficoltà ad amare e fare del bene ad una persona  che ci odia tanto?  o che ci ha fatto tanto male? o che ci perseguita? o che cerca di toglierci qualcosa? Come mai ci sembra così disgustoso amare coloro che ci odiano?.

    Ricordo il giorno che andai dal dottore, perché avevo dei dolori al mio stomaco; Il dottore mi diede delle medicine che avrebbero curato la mia ulcera e messo a posto il mio stomaco. Il primo giorno che presi quelle medicine mi accorsi che avevano un sapore talmente  disgustoso che  fui tentata a non prenderli  più, ma poi, siccome  mi stava a cuore il benessere del mio stomaco continuai a prenderli, così dopo aver finito la cura il mio stomaco stava finalmente bene e non mi dava più dolori:  Questo è ciò che succede a tutto il nostro essere, siccome inizialmente l’uomo nel suo libero arbitrio  scelse  di conoscere anche il male, il male  ha guastato ciò che Dio aveva creato perfetto e ben funzionante, per questo motivo soffriamo le nostre disfunzioni e  abbiamo bisogno di riaggiustare e portare in equilibrio ciò che è stato guastato. Noi dobbiamo ringraziare Gesù Cristo che ha sconfitto il male ed ha offerto la Sua vita perfetta per portarci di nuovo nella perfezione eterna e  dobbiamo ringraziarlo anche che ha dato dei talenti diversi a noi esseri umani per individuare tanti mali che ci affliggono ed oltre a questo ci istruisce  con  quelle regole di giusto funzionamento per darci anche l’opportunità di cominciare a riaggiustare noi stessi intanto che siamo ancora su questa terra contaminata dal male in modo da poter salire  verso quella perfezione e quell’equilibrio eterno preparato per noi da Gesù Cristo.

    Purtroppo, spesso l’uomo da retta al proprio orgoglio che non si vuol sottomettere al Creatore che salva ed istruisce, cosi spesso egli fa di testa sua tirando fuori i sentimenti del proprio orgoglio  che sono diversi dai sentimenti benefici che Gesù Cristo ci insegna, così l’uomo sospinto dal proprio orgoglio contaminato dal male non funziona più in coerenza alla sua struttura benefica  di fondo e alla verità prestabilita da Dio e tira fuori i sentimenti negativi dell’odio, di conseguenza poi sta male e soffre la sua stessa disfunzione e quell’odio comincia a logorarlo e divorarlo.

    Quando invece noi mettiamo da parte il nostro orgoglio per seguire i consigli di Gesù Cristo, anche se apparentemente può sembrare che stiamo male, perché quel modo di essere e quei consigli di Cristo  risultano  disgustosi al nostro orgoglio, poi quando abbiamo finito la cura e quel giusto  modo di essere è divenuto parte integrante di noi, allora cominciamo a beneficiare di quel giusto funzionamento che produce felicità a tutto il nostro essere.  Perciò andiamo avanti cercando di riequilibrare noi stessi crescendo verso la statura di Gesù Cristo.

    Quel leggero dolore o disagio che noi sentiamo quando dobbiamo mettere da parte il nostro orgoglio per seguire i consigli di Cristo non è altro che il dolore della crescita . Se  il nostro orgoglio non è disposto ad attraversare quel piccolo disagio della sottomissione a Gesù Cristo e ai Suoi giusti consigli noi non cresceremo mai e non avremo l’opportunità di essere veramente felici. Quei piccoli disagi della crescita non hanno niente a che vedere con l,orribile sofferenza della nostra disfunzione e della sofferenza spirituale prodotta dal male.

    Quei piccoli disagi che sentiamo quando dobbiamo mettere da parte il nostro orgoglio per accettare Gesù Cristo come nostro Salvatore e come guida della nostra vita ci porteranno alla piena e globale felicità eterna che Cristo ha preparato per noi e ci porteranno ad essere molto più felici anche su questa terra, perché saremo più equilibrati e  più sani.

    Ritornando alla mia conoscente che si sentiva divorata dall’odio, lei riacquistò la sua serenità nel momento stesso che chiese perdono a Dio e alla sua parente e si liberò di quell’odio che aveva dentro e che la logorava.

    Felice l’uomo che confida nell’Eterno e la cui fiducia è nell’Eterno. Egli sarà come un albero piantato presso l’acqua che distende le sue radici lungo il fiume. Non si accorgerà quando viene il caldo e le sue foglie rimarranno verdi; nell’anno della siccità non avrà nessuna preoccupazione e non cesserà di portare frutto.

    (Geremia 17: 7)

    A volte l’uomo si chiede:  Perché Gesù Cristo ci dice di porgere l’altra guancia,  di cedere anche il mantello, di fare del bene a chi ci fa del male, di amare  chi ci odia, eccetera. Egli vuole forse che noi diventiamo come tappetini dove tutti si puliscono i piedi a loro piacimento? Cosa sta cercando di fare con noi?  Sta forse cercando di farci pestare da tutte le parti? Spesso ci chiediamo: Ma Dio da che parte sta?,  dalla parte dei buoni o dalla parte dei cattivi?  In realtà Dio sta sempre dalla parte del bene, perché Egli è il bene, comunque Egli vuol redimere tutti quanti, poiché tutti siamo stati contaminati dal male, ahimè!, in proporzioni diverse la cattiveria ha inquinato tutti,  per cui Egli sta cercando di redimere tutti quanti e a tutti quanti sta dando l’opportunità di usufruire della grazia di Cristo e di aggiustarsi personalmente in coerenza a quelle regole giuste che producono beneficio, dandoci la cura giusta. Perciò tutto resta nelle nostre stesse mani e noi possiamo scegliere; Se accettare la grazia di Gesù Cristo e cooperare con Lui per la nostra guarigione, santificazione, e felicità, oppure dare retta al nostro orgoglio e cooperare col male che comincia col dare dei contentini al nostro orgoglio per illuderci, ma poi ci fa pagare in sofferenza e ci porta  all’ autodistruzione e alla distruzione reciproca.

    Questa tecnica di comportamento che Gesù Cristo ci insegna serve a spezzare la catena della cattiveria e dell’aggressività altrui. Infatti, quando rispondiamo ad un’azione negativa con una reazione positiva spezziamo la catena della cattiveria e non veniamo coinvolti in essa, ne’ veniamo coinvolti nella sofferenza dei conflitti. Certo ci possono essere dei rari casi dove la cattiveria altrui può essere così grave che non si fermerà davanti alla nostra non violenza, ma anche in questi rari casi il nostro spirito sarà felice, perché stiamo funzionando in coerenza a come siamo stati progettati e in coerenza alla giustizia di Dio, perciò ci sentiremo in pace con noi stessi, con gli altri e col nostro Creatore e da lui attingeremo forza e felicità per andare avanti, ed oltre a questo abbiamo la Sua promessa che non permetterà al male di tentarci al di sopra delle nostre forze. Certo, Gesù Cristo aveva previsto anche questi rari casi ed è per questo che Egli ci dice: Felici coloro che sono perseguitati a causa della giustizia, perché di loro è il regno dei cieli. Felici sarete voi, quando vi insulteranno  e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male  per causa mia. Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli.  (Matteo 5:10)

    In 64 anni della mia vita ho potuto constatare che: quando ho risposto con una reazione positiva ad una azione negativa altrui, la catena negativa si è sempre spezzata portandomi beneficio e  pace spirituale, così ho potuto sperimentare nella mia vita, giorno dopo giorno, che tutto ciò che Gesù Cristo ha detto e in cui ho creduto corrisponde a verità.

    SIAMO    PELLEGRINI

     Siamo  pellegrini in un mondo inquinato, dove il male tutto ha guastato, ha guastato anche l’uomo che era perfetto, ed è per questo che ognuno è in  difetto.

    L’ errore inquina con  grande potenza e poi chiede    il conto in sofferenza, ma il buon Dio che tutti ha amato il Suo figliolo ci ha mandato.

    La morte ed il male son da Lui distrutti ed Egli largisce grazia e vita eterna per tutti.

     Carmela Ligorio


  9. La mano potente di Dio

    febbraio 17, 2010 by Carmela

    Riflettendo sull’onnipotenza di Dio e sul perfetto piano di salvezza che Egli ha preparato per liberare  l’umanità dalla schiavitù del male e dalla morte eterna, ho scritto questi pochi versi per condividerli con voi e per ringraziare il nostro Creatore.

     LA MANO DI DIO

    Una mano potente è tesa nel vuoto bramando che qualcuno si aggrappi a Sé, siamo tutti presi nel grande uragano, ma pochi si accorgon che Essa c’è, eppure è una mano che può fare ogni cosa, salvare, protegger, dar vita e mercé, ma l’uomo testardo preferisce morire per l’orgoglio di fare tutto da se.

    La mano potente ci segue d’ovunque sperando che qualcuno si accorga di lei, Essa ci segue fino alla morte sperando di salvare ogni uomo che c’è.

    Ecco, finalmente qualcuno ha deciso, a quella mano mi aggrapperò, perché di soffrire tra tanto peccato il mio povero cuor più non può.

    Appena il tocco di quella mano mi sfiora per attirarmi verso di se, una pace profonda mi scende nel cuore, una pace Divina che nel mondo non c’è, Essa sa dare delle dolce carezze, sfiorandoti il capo ti senti gioir, non c’è altra mano all’infuori di Essa che in tanti modi ti sa benedir.

    Molte persone si aggrappano ad Essa, ma sempre pochi nel mondo inter, tanti sprofondano nel grande abisso senza quella mano cercar, senza goder le Sue dolce carezze,  senza il dolore farsi lenir, essi col cuore pien di dolore senza quella mano vanno a morir.

    Povera gente,  facciamo qualcosa affinché  essi possan capir, capir che nel mondo salvezza non c’è senza quella mano d’amor.

    Quella mano potente per chi non lo sa, Essa appartiene al Signor, quel Signore che un giorno nel tempo che fu andò sulla croce a morir, a morir per il mondo che ha tanto errato, perché i Suoi consigli non vuole  sentir, quella mano potente tesa nel vuoto continua ad aspettar pur per te.


  10. Esperienze dolorose

    febbraio 15, 2010 by Carmela

    Voglio raccontarvi due delle esperienze più dolorose della mia vita.

    Avevo solo 24 anni quando la mia unica sorella, Maria, di solo 28 anni morì per una emorragia interna causata da una gravidanza extrauterina, tutto accadde velocemente, la sera prima stavamo passeggiando insieme ad alcuni amici di famiglia venuti a farci visita, lei in quel periodo era particolarmente bella, era molto felice  insieme a suo marito,  al suo primogenito Gianfranco, e a tutti noi.

    Ricordo che mio nipote accarezzava la pancia della sua mamma e chiedeva se sarebbe arrivato un fratellino oppure una sorellina, lei rispondeva che, maschietto o femminuccia, avrebbe comunque portato tanta felicità nella loro vita, intanto Gianfranco euforico continuava a baciargli la pancia che cominciava a crescere.

    La sera sul tardi, dopo aver accompagnato i nostri amici al porto di Brindisi, ci salutammo e mia sorella con la sua famiglia ritornarono alla loro casa.

    Il giorno dopo… la tragica notizia della sua morte.

     Elaborare un lutto è una cosa molto difficile, specialmente quando si è molto giovani e molto legati alla persona che viene a mancare.

    Dove possiamo trovare la forza, il sostegno, la serenità e la volontà di continuare ad andare avanti?

     Un lutto ci toglie la forza di continuare a vivere, ed è anche normale che la morte spaventi così tanto, essa è il capolavoro del diavolo, è molto dolorosa ed è per questo che fa tanta paura.

    Spesso, di fronte alla morte di un proprio caro avevo visto gente diventare aggressiva, sputare in cielo ed imprecare contro Dio dandogli la colpa, altra gente cadere in depressione, altra gente ancora perdere la voglia di vivere lasciandosi andare fino a morirne.

    Altrettanto spesso però avevo visto  tanta altra gente guardare la morte in faccia senza paura, piangere di dolore sì, ma spiritualmente serena, che ricordava i propri cari con tanto amore e con tanta luce negli occhi ringraziando Dio di aver dato loro conforto, pace, serenità, e di avere i propri cari nella gloria del cielo.

     Adesso mi trovavo io in quella situazione; Avevo subìto la  perdita di mia sorella ed io mi chiedevo: Perché?.. Perché?.. Perché c’è la morte? Perché c’è la sofferenza?

    Quella fu la prima volta che mi resi conto di quanto la morte sia brutta e di quanta sofferenza causi all’umanità, ma devo dire che fu anche la prima volta che sentii Dio talmente vicino che mi bastava andare col pensiero a Lui per sentire che il suo Spirito alleggiava dappertutto, ci sosteneva e ci confortava dandoci forza e coraggio.

     Un’altra esperienza molto dolorosa la ebbi tanti anni dopo, quando  mio figlio Francesco ebbe un grave incidente automobilistico. Lui era in coma con la prognosi riservata, i dottori disperavano di poterlo salvare. Noi genitori potevamo vederlo solo cinque minuti al giorno attraverso il vetro della sala rianimazione. Quell’attesa era straziante, nel reparto rianimazione quasi ogni giorno c’era qualcuno che moriva, la maggior parte erano giovani vittime di incidenti. Ogni volta che i dottori uscivano fuori da quel reparto il cuore di noi parenti in sala d’attesa balzava in gola per paura di una cattiva notizia. In quel lungo periodo sperimentai la sofferenza così da vicino e vidi le conseguenze devastanti che essa produce, ma anche li,  bastava andare col pensiero a Dio e sentivo che mi stringeva la mano, ed il Suo grande amore lubrificava tutto il mio essere,  ed io sapevo che Colui che ha vinto la morte era li a vegliare su mio figlio e mi dava conforto. Grazie a Dio, Egli volle concedere la vita a  Francesco, che dopo molti mesi di sofferenza si riprese. Credo che per un genitore non ci sia sofferenza peggiore che  quella di vedere i propri figli soffrire.

     Ci sono stati tanti altri dolori e tanti altri lutti nella mia vita, come  la perdita dei miei genitori e di tanti altri cari.  Il male ci scuote e ci arriva addosso come un tornado cercando di sradicarci, e se non siamo ben ancorati a Colui che è al di sopra del male e della morte  le nostre radici vengono messi a dura prova.

    Dal giorno in cui l’uomo ha scelto di voler conoscere il bene ed il male queste due influenze scendono sull’umanità; Il male per darci sofferenza logorio e morte, il Bene per darci beneficio gioia e vita.

    La grande benedizione di noi cristiani è che conoscendo Gesù Cristo e avendo fede in Lui sappiamo che Egli ha sconfitto il male, ha sconfitto la morte e ha guadagnato la risurrezione per portare l’umanità nella vita eterna insieme a Lui dove il male e la morte non ci sanno più.

    Noi cristiani siamo grandemente benedetti perché sappiamo che è tutto sotto il controllo di Dio, ed Egli porterà tutto in vantaggio di chiunque ha fede in Lui ed accetta il suo dono, perciò possiamo andare avanti tranquilli, beneficiando delle tante benedizioni che Dio ci da su questa terra, ed anche quando il male decide di provarci mandandoci addosso delle sofferenze tra capo e collo per metterci a dura prova; col sostegno di Dio che ci regge e fedeli ha Lui, possiamo guardare in faccia la sofferenza e la morte e dire: O morte noi crediamo nella vita: << O morte, dov’è il tuo dardo?  O inferno dov’è la tua vittoria?  Ora il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge. Ma ringraziato sia Dio che ci da la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo>>. (1 Corinzi 15: 55)

    Noi crediamo nella vita, quella vita perfetta che Gesù Cristo ha guadagnato per noi dove il male e la morte non ci saranno più a disturbarci e farci soffrire, dove noi andremo dopo la risurrezione.

    Sia gloria a Gesù Cristo che ci ha procurato la vittoria.

    Quando questo corpo corruttibile avrà rivestito l’incorruttibilità e questo mortale avrà rivestito l’immortalità, allora sarà adempiuta la parola  che fu scritta: <<la morte è stata inghiottita dalla vittoria>> 1corinzi 15:54,55)

    Siamo pellegrini

    Siamo pellegrini in un mondo inquinato, dove il male tutto ha guastato, ha guastato anche l’uomo che era perfetto, ed è per questo che ognuno è in difetto.

    L’errore inquina con grande potenza, e poi chiede il conto in sofferenza, ma il buon Dio che tutti ha amato il suo figliolo ci ha mandato,

    il male e la morte son da Lui distrutti, ed Egli largisce grazia e vita per tutti. 

    Carmela Ligorio