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  1. Creati ad immagine di Dio

    aprile 24, 2010 by Carmela

    Creati ad immagine di Dio

    Scopriamo le nostre radici.

     Spesso nell’ arco della mia vita mi sono posta delle domande, poi alla luce della verità di Dio ho trovato anche delle risposte, nonostante riconosco che a causa della limitatezza dell’uomo e del danno che il male ha portato in questo mondo e in ogni essere umano, nessuno troverà mai tutte le risposte a tutte le domande che si pone; comunque, cerco sempre, per quello che è nei miei limiti, di arrivare ad una comprensione dei miei perché.

    Alcune domande che attraversavano la mia mente erano: Perché l’uomo soffre?,  perché  è sempre in conflitto con se stesso?, perché è sempre in guerra col suo prossimo?, perché  cerca sempre di scaricare la colpa addosso agli altri?, perché non c’è pace nel suo cuore? perché egli  muore?

    Dio ci dice che creò l’uomo a sua immagine e somiglianza, in quella realtà di perfezione, di equilibrio e di purezza l’uomo era felice, perché era perfetto, ad immagine di Dio, e non c’era niente in se stesso e in tutto il resto del creato che non fosse perfetto, buono, ben funzionante, puro, equilibrato, ed immortale, questo è il motivo che l’uomo era felice, era  in pace e armonia con se stesso, con il suo Creatore e con tutto ciò che lo circondava.

    Purtroppo quando l’uomo, nel suo libero arbitrio, non seguendo il consiglio di  Dio scelse di conoscere anche il male, il male venne a squilibrare e a guastare l’uomo e tutto il resto della creazione, portando malfunzionamento, sofferenza, logorio e morte. Di conseguenza, l’uomo  essendo stato squilibrato e guastato egli ha delle grosse difficoltà ad accettare se stesso e la sua nuova condizione di essere imperfetto, infatti perdendo il suo equilibrio e la sua perfezione, egli, consciamente o inconsciamente sa, e sente, che ci sono in lui delle disfunzioni  non più accettabili, questo è il motivo che ha paura,  ha difficoltà ad accettarsi e si sente in conflitto con se stesso, si sente mal funzionante e sente su di se tutto il dolore della sua disfunzione fisica, mentale, e spirituale, egli si sente schiavo e  mutilato senza la perfezione e la felicità che gli apparteneva per creazione Divina, la sua struttura benefica di fondo è stata squilibrata dall’astuzia di quell’essere malefico che l’uomo stesso ha voluto conoscere. E più l’uomo soffre la sua disfunzione, più ha paura e non si accetta e si sente in conflitto con se stesso, più egli  cerca un capro espiatorio su cui scaricare la propria rabbia, più entra in conflitto con gli altri e più soffre, così diventa un circolo vizioso da cui è difficile uscirne. Questa tecnica dello scarica barile  è cominciata con Adamo ed Eva, infatti, appena dopo il peccato ognuno cominciò ad aver paura e voleva uscirne con la faccia pulita cercando di scaricare la colpa sull’altro. La realtà comunque rimane che, nonostante l’uomo pensa di soffrire a causa delle imperfezioni altrui che lo feriscono, egli invece soffre a causa della sua personale disfunzione e delle sue personali scelte sbagliate.

    Molti psicologi hanno constatato, sono concordi e ritengono che la paura e la rabbia sono sempre ciò che producono le guerre .   Guerra con se stessi e guerra con gli altri.   Chi è sempre arrabbiato è un individuo che ha paura, non accetta se stesso, né accetta la sua condizione;  e quando non si riesce a vivere bene con se stessi si ha paura, si proietta la propria tensione e la propria rabbia interiore sugli altri e si entra in conflitto con essi .

    L’uomo è stato creato ad immagine di Dio, quella immagine purtroppo è stata inquinata dal quel male che l’uomo stesso ha voluto conoscere e che  ormai lavora  in questo mondo; Per questo motivo, tutto ciò che di negativo ha preso piede nell’uomo, come: mentalità, sentimenti, comportamenti incoerenti con quell’immagine perfetta primordiale, sono come dei corpi estranei che causano paura, squilibrio, logorio, malfunzionamento,  sofferenza e morte, ed in nessun modo possono soddisfare le esigenze dell’uomo, perché sono incoerenti ed incompatibili con la sua struttura benefica di fondo. Così la morte si è estesa su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato, (Romani 5:12)

    Perciò l’uomo potrebbe accettare di nuovo se stesso, essere ben funzionante e felice, sconfiggendo la sofferenza e la morte, se fosse in grado di liberarsi da tutto lo squilibrio e la negatività che lo ha inquinato e ha preso piede dentro di se e nel mondo intero. Il guaio dell’uomo è, che avendo voluto conoscere un essere superiore a lui, quale è il male, egli non può più liberarsi da solo da tutto il danno e la schiavitù dell’imperfezione, né dalla sofferenza e dalla morte che l’imperfezione produce, infatti Dio aveva già avvisato l’uomo dicendogli  (Se tu conoscerai il male per certo morrai)  Allora ci chiediamo; Se noi esseri umani non possiamo più liberarci dal male che ci ha inquinati:  Significa forse che non possiamo più accettare, amare ed essere in sintonia con noi stessi?  in sintonia con gli altri? ed in sintonia col nostro Creatore e con tutto il creato?   No di certo! Grazie a Dio che ha mandato Gesù Cristo a rimuovere la barriera dell’errore che separava l’uomo da se stesso, dal suo prossimo, e dal suo Creatore, ed è soltanto grazie a Gesù Cristo che ha vinto il male e la morte dandoci la possibilità di essere riconciliati e rientrare risuscitati nella perfezione  della vita eterna.

    La rabbia è prodotta dal proprio orgoglio umano che vorrebbe sbrogliarsela da se e non essere soggetto a nessuno, e nel tentativo di giustificarsi l’orgoglio spinge l’uomo a  scaricare  la rabbia e la  colpa sugli altri.  La realtà invece rimane che ognuno si sente in conflitto con sé stesso, con gli altri e con Dio sempre a causa della sua personale disfunzione. Ognuno soffre la propria disfunzione fisica, la propria disfunzione mentale e il proprio disagio spirituale che vive in un corpo mal funzionante, ed ognuno muore perché ormai divenuto imperfetto.

    Allora cosa possiamo fare per ritrovare il nostro equilibrio, la nostra perfezione la nostra immortalità e felicità perduta?

    L’unica cosa da fare è, (rinunciare all’orgoglio umano di volercela sbrogliare da soli nella lotta contro il male, e contro la morte, ammettendo i propri limiti, accettando la grazia e la guida di Cristo cooperando con Lui nella lotta contro l’errore.

    L’uomo era stato creato perfetto per vivere felice e  in eterno in questa dimensione terrena, egli aveva dentro di se il seme benefico del suo Creatore e tutto ciò che egli avrebbe pensato e avrebbe fatto nel suo libero arbitrio creativo che Dio gli aveva donato insieme ai talenti, lo avrebbe fatto in modo perfetto senza commettere nessun errore, ed egli sarebbe vissuto felice e in eterno senza l’imperfezione, senza il logorio, senza la sofferenza e senza la morte. Purtroppo l’uomo nel suo libero arbitrio si alleò col male che aveva tentato di rubare il trono a Dio per diventare come Lui, fu così che l’uomo restò schiavo del male  del logorio e della morte che il male produce. L’uomo mirando troppo in alto cercando di entrare nella dimensione di Dio uscì invece fuori dai suoi limiti e fuori dalla sua dimensione restando schiavo di quel male con cui si era alleato. Ma Dio ebbe misericordia dell’uomo e mandò Gesù Cristo a sconfiggere il male  per portare l’umanità nella perfezione e nella felicità eterna insieme a Lui. Iddio ci guarda con gli occhi dell’amore e dell’accettazione, ciò che Dio non ama e non accetta è il male che ha rubato all’uomo il suo equilibrio, la sua perfezione e la sua libertà e lo ha reso soggetto a sbagliare producendogli logorio, sofferenza e morte. Ma! “Iddio ha tanto amato il mondo che ha dato il Suo unigenito figliuolo, affinché chiunque crede in Lui non perisca ma abbia vita eterna”. (Giovanni 3:16)

    Fin dall’inizio Iddio fece notare ad Adamo ed Eva che la loro scelta di conoscere il male gli avrebbe prodotto danno e sofferenza,  ma rivoltosi al serpente, (il diavolo), gli disse che avrebbe mandato Gesù Cristo a salvare l’umanità dal suo veleno mortale. Da allora Iddio continua a dire all’uomo; (Non temere) (Non aver paura) Fin dall’inizio, da quando l’uomo permise al male di denudarlo della sua gloria, della sua  perfezione e della sua  felicità e immortalità,  l’uomo si sentì  nudo, spogliato di tutto ciò che Iddio gli aveva dato, cominciò a vergognarsi e nel tentativo di coprire la sua vergogna usò una ben misera cosa: (foglie di fico). Ma Iddio nel suo grande amore promise all’uomo che lo avrebbe completamente rivestito di tutta la gloria, la perfezione e la felicità perduta riscattandolo col sacrificio di Cristo; ed oltre a rivestire lo spirito dell’uomo dandogli la felicità eterna,  Iddio nel suo grande amore cominciò a coprire la vergogna umana rivestendo  anche il corpo materiale dell’uomo; infatti cucì delle tuniche di pelle di agnello e li vestì. (Esodo 3 : 21)  Quelle tuniche di pelle oltre a coprire la nudità materiale dell’uomo stanno a simboleggiare anche il grande amore del Padre che copre la vergogna dei figli, ed in particolar modo stanno  a simboleggiare quell’Agnello che doveva essere ucciso offrendo la sua pelle per  rivestire lo spirito dell’umanità caduta in vergogna, e cioè, l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. Perciò c’è un’unica via che possiamo prendere per riavere il nostro equilibrio, la nostra perfezione e la nostra  felicità perduta, uscendo fuori dalla nudità e dalla vergogna, dalla schiavitù e dalla  sofferenza che il male ha prodotto dentro di noi (Questa unica via è Gesù Cristo)  L’unica via per entrare nella perfezione, l’equilibrio e la felicità eterna è quella di accettare Gesù Cristo come nostro Salvatore, perché Egli ha già pagato il riscatto per noi, ed Egli non si è limitato soltanto a pagare il riscatto per portarci risuscitati nella perfezione e felicità  eterna,  ma ha voluto fare di  più per noi, Egli ci  ha tracciato anche la via col  Suo esempio di vita,   affinché seguendo il Suo esempio noi possiamo  già da adesso in questo mondo ancora contaminato dal male  cominciare a sperimentare un po’ più  di felicità man mano che ci andiamo liberando dai nostri squilibri  assorbiti in questo mondo corrotto, crescendo così verso la felicità  èterna e portando anche dei frutti alla gloria di Dio, cooperando col nostro capitano per il nostro aggiustamento.

    Nell’evangelo di  Matteo capitolo 5,  Gesù Cristo ci da una lista di otto atteggiamenti da maturare all’interno di noi stessi per essere felici e sentirci in  equilibrio e sintonia con noi stessi, con gli altri, con il creato e con il nostro Creatore. In questo capitolo è racchiuso il segreto della vera felicità umana. Uno di questi otto atteggiamenti è: Divenire portatori di pace, (Felici i portatori di pace) Egli ci ha tracciato il modello che necessita per essere portatori di pace, Egli viene chiamato (principe della pace) perché ha ristabilito la pace fra le parti, pagando per l’errore umano, Egli ha tolto la barriera che separava l’uomo da se stesso, dal suo prossimo, e dal suo Creatore. Perciò l’uomo può riavere la pace con Dio, perché Gesù Cristo ha avuto il comportamento giusto che necessità per stabilire la pace fra le  parti. La pace con Dio ci è stata garantita da Gesù Cristo; Infatti lui per amore si  è fatto uccidere ed ha offerto la Sua pelle per coprire la nostra nudità e la nostra vergogna affinché noi potessimo risuscitare ad una nuova vita incorruttibile nella perfezione e nella felicità eterna.  Certo, per quanto riguarda la pace che noi possiamo sperimentare su questa terra  ancora contaminata dalla confusione del male, molto dipende da quanto noi siamo in grado di seguire quel modello tracciato da Cristo, più il nostro comportamento si avvicina al comportamento di Gesù Cristo, più pace e sintonia noi possiamo sperimentare con noi stessi, con gli altri, e con Dio, e più frutti benefici noi possiamo portare.

    Quali passi Gesù ha tracciato come portatore di pace tra l’uomo e Dio ?

    1 ) Gesù Cristo ha amato.

    2 ) Gesù Cristo ha crocifisso l’orgoglio umano.

    3 ) Gesù Cristo ha accettato l’uomo peccatore.

    4 ) Gesù Cristo ha perdonato e graziato.    

    Gesù Cristo mentre moriva sulla croce diceva: Padre perdona loro, perché non sanno quel che fanno.

    La scienza ha scoperto che amare, perdonare, fare del bene e comportarsi in modo giusto è salutare per l’essere umano. La scienza non ha scoperto niente di nuovo, ha solo constatato che ciò che Gesù Cristo ha detto tanti secoli fa corrisponde a verità

    Adesso esaminiamo noi stessi ed in tutta onestà diamoci delle risposte sincere. Abbiamo messo da parte il nostro orgoglio umano, ammettendo i nostri limiti spirituale, accettando Gesù Cristo come personale Salvatore per ereditare la vita eterna dove non ci saranno  più guerre ma ci sarà soltanto equilibrio, perfezione e felicità.

    Da uno fino a cento, in  che proporzione amiamo il nostro Creatore e ci sottomettiamo a Lui seguendo Gesù Cristo come modello?

    In che proporzione amiamo noi stessi seguendo i consigli di Cristo che ci tengono lontani dalle cose negative che ci producono danni e sofferenza fisica mentale e spirituale?

    In che proporzione accettiamo e graziamo noi stessi come Cristo ci ha accettati e graziati?

    In che proporzione ci impegniamo a produrre frutti dello spirito, rigettando il male che vuol prendere piede dentro di noi per opprimerci?

    In che proporzione siamo i rappresentanti di Gesù Cristo su questa terra?

    In che proporzione amiamo, accettiamo e perdoniamo il nostro prossimo dicendo:  Padre perdona loro perché non sanno quel che fanno?

    Intanto che siamo ancora in questa terra dove l’errore lavora per tenerci sotto la sua schiavitù e la sofferenza, tutte queste cose sopra elencati li sentiremo dentro di noi  proprio nella stessa proporzione di cui noi siamo capaci di praticarli verso gli altri e verso noi stessi.

    Più seguiamo i consigli veritieri di Dio, più possiamo sentirci liberi dalle disfunzioni che hanno preso piede in noi inquinandoci, più ci sentiamo in comunione con Dio e più siamo dei buoni rappresentanti del bene su questa terra.

    Più noi amiamo, accettiamo,  perdoniamo gli altri, più siamo in grado di amare, accettare e perdonare noi stessi, perché quei sentimenti benefici che abbiamo sviluppato nei nostri cuori li useremo verso gli altri e li useremo anche verso noi stessi.   

    Iddio ci ama sempre perché Egli è amore, anche noi dovremmo amare perché siamo stati creati a   Sua immagine, ma se noi   non abbiamo  coltivato quell’amore dentro di noi e abbiamo permesso al male di indurirci il cuore,  questo è il motivo che poi stiamo male e soffriamo la nostra disfunzione e non possiamo beneficiare di quel sentimento benefico che lubrifica tutto il  nostro  essere. Grazie a Dio non è  mai troppo tardi, basta riconoscere il proprio errore e portarlo ai piedi di Gesù Cristo che ha già pagato per esso e ricominciare . Il cuore di Dio trabocca di amore, perciò chiediamo a Lui l’aiuto per coltivare tutti quei sentimenti benefici che Egli ha impiantato in noi alla creazione. Se le leggi dell’amore, del perdono, della pace, della grazia, della pazienza, della misericordia, ecc.  li abbiamo coltivati bene e hanno raggiunto un alto livello nel nostro cuore, in quella alta proporzione useremo tutti questi sentimenti verso gli altri, ed anche verso noi stessi.

    Se invece questi sentimenti non li abbiamo coltivati e non sono cresciuti nel nostro cuore noi non saremo in grado di usarli verso gli altri, ma ahimè! non saremo in grado di usarli neanche verso noi stessi,  e saremo infelici, perché  il nostro spirito non potrà sentire il beneficio di quei sentimenti buoni se  non ci sono. Che diremo dunque? Rimarremo nel peccato. Affinché abbondi la grazia? Niente affatto! Noi che siamo morti al peccato, come vivremo ancora in esso? (Romani 6)