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  1. Esperienze dolorose

    febbraio 15, 2010 by Carmela

    Voglio raccontarvi due delle esperienze più dolorose della mia vita.

    Avevo solo 24 anni quando la mia unica sorella, Maria, di solo 28 anni morì per una emorragia interna causata da una gravidanza extrauterina, tutto accadde velocemente, la sera prima stavamo passeggiando insieme ad alcuni amici di famiglia venuti a farci visita, lei in quel periodo era particolarmente bella, era molto felice  insieme a suo marito,  al suo primogenito Gianfranco, e a tutti noi.

    Ricordo che mio nipote accarezzava la pancia della sua mamma e chiedeva se sarebbe arrivato un fratellino oppure una sorellina, lei rispondeva che, maschietto o femminuccia, avrebbe comunque portato tanta felicità nella loro vita, intanto Gianfranco euforico continuava a baciargli la pancia che cominciava a crescere.

    La sera sul tardi, dopo aver accompagnato i nostri amici al porto di Brindisi, ci salutammo e mia sorella con la sua famiglia ritornarono alla loro casa.

    Il giorno dopo… la tragica notizia della sua morte.

     Elaborare un lutto è una cosa molto difficile, specialmente quando si è molto giovani e molto legati alla persona che viene a mancare.

    Dove possiamo trovare la forza, il sostegno, la serenità e la volontà di continuare ad andare avanti?

     Un lutto ci toglie la forza di continuare a vivere, ed è anche normale che la morte spaventi così tanto, essa è il capolavoro del diavolo, è molto dolorosa ed è per questo che fa tanta paura.

    Spesso, di fronte alla morte di un proprio caro avevo visto gente diventare aggressiva, sputare in cielo ed imprecare contro Dio dandogli la colpa, altra gente cadere in depressione, altra gente ancora perdere la voglia di vivere lasciandosi andare fino a morirne.

    Altrettanto spesso però avevo visto  tanta altra gente guardare la morte in faccia senza paura, piangere di dolore sì, ma spiritualmente serena, che ricordava i propri cari con tanto amore e con tanta luce negli occhi ringraziando Dio di aver dato loro conforto, pace, serenità, e di avere i propri cari nella gloria del cielo.

     Adesso mi trovavo io in quella situazione; Avevo subìto la  perdita di mia sorella ed io mi chiedevo: Perché?.. Perché?.. Perché c’è la morte? Perché c’è la sofferenza?

    Quella fu la prima volta che mi resi conto di quanto la morte sia brutta e di quanta sofferenza causi all’umanità, ma devo dire che fu anche la prima volta che sentii Dio talmente vicino che mi bastava andare col pensiero a Lui per sentire che il suo Spirito alleggiava dappertutto, ci sosteneva e ci confortava dandoci forza e coraggio.

     Un’altra esperienza molto dolorosa la ebbi tanti anni dopo, quando  mio figlio Francesco ebbe un grave incidente automobilistico. Lui era in coma con la prognosi riservata, i dottori disperavano di poterlo salvare. Noi genitori potevamo vederlo solo cinque minuti al giorno attraverso il vetro della sala rianimazione. Quell’attesa era straziante, nel reparto rianimazione quasi ogni giorno c’era qualcuno che moriva, la maggior parte erano giovani vittime di incidenti. Ogni volta che i dottori uscivano fuori da quel reparto il cuore di noi parenti in sala d’attesa balzava in gola per paura di una cattiva notizia. In quel lungo periodo sperimentai la sofferenza così da vicino e vidi le conseguenze devastanti che essa produce, ma anche li,  bastava andare col pensiero a Dio e sentivo che mi stringeva la mano, ed il Suo grande amore lubrificava tutto il mio essere,  ed io sapevo che Colui che ha vinto la morte era li a vegliare su mio figlio e mi dava conforto. Grazie a Dio, Egli volle concedere la vita a  Francesco, che dopo molti mesi di sofferenza si riprese. Credo che per un genitore non ci sia sofferenza peggiore che  quella di vedere i propri figli soffrire.

     Ci sono stati tanti altri dolori e tanti altri lutti nella mia vita, come  la perdita dei miei genitori e di tanti altri cari.  Il male ci scuote e ci arriva addosso come un tornado cercando di sradicarci, e se non siamo ben ancorati a Colui che è al di sopra del male e della morte  le nostre radici vengono messi a dura prova.

    Dal giorno in cui l’uomo ha scelto di voler conoscere il bene ed il male queste due influenze scendono sull’umanità; Il male per darci sofferenza logorio e morte, il Bene per darci beneficio gioia e vita.

    La grande benedizione di noi cristiani è che conoscendo Gesù Cristo e avendo fede in Lui sappiamo che Egli ha sconfitto il male, ha sconfitto la morte e ha guadagnato la risurrezione per portare l’umanità nella vita eterna insieme a Lui dove il male e la morte non ci sanno più.

    Noi cristiani siamo grandemente benedetti perché sappiamo che è tutto sotto il controllo di Dio, ed Egli porterà tutto in vantaggio di chiunque ha fede in Lui ed accetta il suo dono, perciò possiamo andare avanti tranquilli, beneficiando delle tante benedizioni che Dio ci da su questa terra, ed anche quando il male decide di provarci mandandoci addosso delle sofferenze tra capo e collo per metterci a dura prova; col sostegno di Dio che ci regge e fedeli ha Lui, possiamo guardare in faccia la sofferenza e la morte e dire: O morte noi crediamo nella vita: << O morte, dov’è il tuo dardo?  O inferno dov’è la tua vittoria?  Ora il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge. Ma ringraziato sia Dio che ci da la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo>>. (1 Corinzi 15: 55)

    Noi crediamo nella vita, quella vita perfetta che Gesù Cristo ha guadagnato per noi dove il male e la morte non ci saranno più a disturbarci e farci soffrire, dove noi andremo dopo la risurrezione.

    Sia gloria a Gesù Cristo che ci ha procurato la vittoria.

    Quando questo corpo corruttibile avrà rivestito l’incorruttibilità e questo mortale avrà rivestito l’immortalità, allora sarà adempiuta la parola  che fu scritta: <<la morte è stata inghiottita dalla vittoria>> 1corinzi 15:54,55)

    Siamo pellegrini

    Siamo pellegrini in un mondo inquinato, dove il male tutto ha guastato, ha guastato anche l’uomo che era perfetto, ed è per questo che ognuno è in difetto.

    L’errore inquina con grande potenza, e poi chiede il conto in sofferenza, ma il buon Dio che tutti ha amato il suo figliolo ci ha mandato,

    il male e la morte son da Lui distrutti, ed Egli largisce grazia e vita per tutti. 

    Carmela Ligorio